Torre Annunziata, la predica fuori luogo del Pd dopo la figuraccia dello scioglimento

Dem parte del problema, ma dal Nazareno arriva «solidarietà e vicinanza»

Prima il Pd costruisce, sostiene e benedice. Poi, quando arriva lo scioglimento, si presenta con il libretto della legalità sotto braccio. A Torre Annunziata e Sarno la scena sarebbe quasi comica, se non riguardasse due comunità finite dentro una vicenda gravissima.

La senatrice Enza Rando, responsabile Legalità e lotta alle mafie del Partito Democratico, ha definito lo scioglimento dei due Comuni «una decisione di straordinaria gravità». E fin qui ci siamo. Il problema nasce subito dopo, quando il Pd prova a parlare come se Torre Annunziata e Sarno fossero due Comuni amministrati da passanti trovati per strada, e non dal centrosinistra, Dem compresi.

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Rando chiede «rispetto per il lavoro svolto dalle istituzioni dello Stato» e «massima attenzione ai contenuti degli atti che saranno resi disponibili». Aggiunge che «la lotta alle mafie e alle infiltrazioni criminali deve restare una priorità assoluta» e che si tratta di «un impegno che riguarda tutte le forze politiche, le istituzioni e la società civile, senza distinzioni di appartenenza».

Benissimo. Allora cominci il Pd, magari da casa propria. Perché la legalità non può diventare il dopobarba da spruzzare dopo la figuraccia. La prevenzione non nasce quando arrivano i commissari: nasce prima, quando si fanno le liste, si scelgono i candidati, si decidono alleanze e sostegni. A Torre Annunziata, per esempio, sarebbe bastato pretendere facce nuove, pulite, credibili. Invece adesso arriva la predica. Un po’ come chi lascia la cucina in fiamme e poi pubblica un tutorial sugli estintori.

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Meno comunicati, più controlli

La senatrice dem esprime «vicinanza» ai cittadini di Torre Annunziata e Sarno, definiti «i primi a subire le conseguenze di situazioni che compromettono la piena fiducia nelle istituzioni democratiche». Vicinanza, certo. Ma quei cittadini forse avrebbero preferito un Pd più attento prima e meno commosso dopo. Meno comunicati, più controlli. Meno formule solenni, più selezione politica.

Ed è proprio qui che il comunicato somiglia più a una presa per i fondelli che a una posizione politica. Al Nazareno credono davvero che i cittadini di Torre Annunziata possano accontentarsi di «solidarietà» e «vicinanza» dopo uno scioglimento del genere? Pensano davvero che basti una nota sulla legalità per far dimenticare liste, alleanze, sostegni e responsabilità? I torresi non hanno bisogno del sermone democratico a disastro compiuto. Hanno bisogno che qualcuno, nel Pd, abbia almeno il coraggio di dire come si è arrivati fin qui.

L’onorevole invoca anche il rafforzamento degli strumenti di «prevenzione, trasparenza e controllo», affinché i territori possano essere «sempre più liberi da ogni pressione criminale». Concetti impeccabili, arrivati però con la puntualità di un treno soppresso. Perché se la prevenzione viene scoperta solo dopo lo scioglimento, non è prevenzione: è necrologio amministrativo.

Rando parla poi delle «energie sane» presenti nei territori: «associazioni, giovani, scuole, lavoratori, famiglie e realtà del volontariato che ogni giorno scelgono la strada della legalità e dell’impegno civile». Da lì, secondo la responsabile Legalità del Pd, bisogna ripartire «per rafforzare la fiducia nelle istituzioni, promuovere la partecipazione democratica e contrastare ogni forma di condizionamento criminale».

Giusto. Ma quelle energie sane non sono comparse ieri mattina, dopo il decreto. C’erano già. Solo che, evidentemente, quando si compilavano liste e si costruivano amministrazioni, non erano abbastanza comode. Ora diventano preziose nel comunicato stampa, buone per chiudere la nota con un po’ di profumo civile.

«Un futuro libero dalle mafie»

La senatrice conclude dicendo di attendere «le motivazioni del provvedimento», nel rispetto «del lavoro delle autorità competenti e dei principi dello Stato di diritto». Poi richiama «rigore, responsabilità e una presenza costante dello Stato» accanto alle comunità che costruiscono «un futuro libero dalle mafie».

Rigore e responsabilità. Due parole bellissime. Sarebbero state ancora più belle prima dello scioglimento di Torre Annunziata e Sarno. Il Pd, invece, oggi prova a mettersi tra i soccorritori dopo essere stato tra i protagonisti politici della stagione finita sotto commissariamento.

E il paradosso è servito: a impartire la lezione è Enza Rando, responsabile Legalità e lotta alle mafie del Partito Democratico, nata a Niscemi ed eletta in Emilia-Romagna. Tutto legittimo, naturalmente. Ma mentre da lontano arriva il comunicato sulla prevenzione, i vertici locali, napoletani e regionali del partito scelgono il silenzio. Forse perché conoscono troppo bene la geografia politica del disastro. E allora una domanda all’onorevole Rando resta inevitabile: sa almeno dove si trovano Torre Annunziata e Sarno?

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