Violenza donne, Drago (FdI): «Servono interventi normativi per un sistema di welfare integrato»

La senatrice: «Incentivare la nascita di centri di recupero per soggetti maltrattanti»

«L’inarrestabile aumento delle donne uccise per mano di mariti o ex compagni e la reiterazione degli atti persecutori impongono una riflessione sugli strumenti di prevenzione, oggi a disposizione». Lo dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia, Tiziana Drago, componente della Commissione Bicamerale Infanzia e Adolescenza, in occasione della Giornata internazionale contro la Violenza alle donne.

«Il sistema di welfare italiano mostra molte fragilità che generano disagi a catena – commenta la parlamentare – se da un lato, abbiamo oggi più chiara la dinamica della escalation della violenza, dall’altra non abbiamo esatta contezza delle molteplici cause che la generano. L’incapacità di gestire adeguatamente il rifiuto di una compagna va oltre, in molti casi, la persistente cultura maschilista che si esprime ancora nella prevaricazione. Credo si debba guardare con altrettanta attenzione ad altri aspetti come la precarietà del lavoro, l’abuso di droghe, di alcol, la dipendenza dal gioco d’azzardo, che sono alcuni esempi, di fattori che agiscono in co-morbilità con la propensione all’aggressività perpetrata dal soggetto violento».

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«Servono interventi normativi che puntino su un sistema di welfare integrato – aggiunge – in grado di garantire una reale tutela della vittima e, allo stesso tempo, siano efficaci e preservino i minori dalla cd violenza assistita; intercettino i primi segnali di violenza che si manifestano sin dall’infanzia, su cui la scuola e tutte le comunità educanti possono e devono svolgere un ruolo centrale. La violenza assistita, di cui ancora troppo poco si parla, quella vissuta dai bambini ed adolescenti, spettatori e vittime allo stesso tempo di inauditi maltrattamenti all’interno della famiglia è, tra il 50% e il 75% dei casi, secondo molti psicoterapeuti, alla base della violenza che si manifesta da adulti».

«Nel 27% dei casi gli interventi riabilitanti abbattono totalmente la recidiva»

«C’è anche la necessità di coinvolgere gli adulti in veri e propri percorsi alla genitorialità, ma anche quella di incentivare, la nascita di centri di recupero (In Italia se ne contano una decina) per soggetti maltrattanti i dati dicono che nel 27% dei casi, gli interventi riabilitanti abbattono totalmente la recidiva, cioè su 10 uomini, 3 non compiono più atti di violenza, mentre nel 55% dei casi non reiterano con la stessa violenza. Ci sembrano dei numeri su cui valga la pena lavorare, perché agire anche sul maltrattante significa fare prevenzione».

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«Il Dipartimento Tutela Vittime di Violenza, coordinato da Cinzia Pellegrino, ha realizzato il vademecum «I sette segnali di una relazione malata» in cui sono indicate alcune app di pronto intervento da scaricare. Due fra tutte. «Youpol», realizzata dalla Polizia di Stato, che trasmette in tempo reale messaggi ed immagini agli agenti ed è possibile chiamare il 112 o il 113 per un pronto intervento. «Mytutela» studiata per catalogare in modo intelligente e automatico i messaggi vocali, le mail, i messaggi di testo ingiuriosi o minacciosi, trasferendoli automaticamente in prove valide in tribunale» conclude la senatrice.

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