Trasparenza, Il Faro ed Eav: l’ex governatore non si contiene
C’era da aspettarselo, prima o poi. Vincenzo De Luca non aveva mai mostrato particolare entusiasmo nel sostenere il grillino Roberto Fico alla presidenza della Regione Campania. Le cannonate, dunque, erano solo questione di tempo. E questo pomeriggio l’ex governatore ha aperto il fuoco amico contro il suo successore e contro le prime scelte della nuova giunta. È bastato attendere 206 giorni dalla proclamazione del neo presidente.
Il paradosso, però, è lampante: nella giunta regionale siedono anche esponenti della corrente deluchiana e, alle ultime elezioni, la lista «A testa alta» aveva sostenuto proprio Roberto Fico. Ma la nuova stagione di Palazzo Santa Lucia sembra aver già incrinato gli equilibri. Il possibile cambio ai vertici dell’Eav, con l’uscita ormai annunciata di Umberto De Gregorio entro luglio, e le incertezze sul progetto de «Il Faro», opera simbolo dell’amministrazione De Luca, hanno acceso la reazione dell’ex governatore.
Nella consueta diretta social del venerdì, De Luca ha aperto tre fronti contro la giunta regionale: trasparenza e legalità, nuova sede della Regione a Napoli ed Eav. Il primo affondo è stato politico e diretto: «Da quando si è insediata la nuova giunta regionale – ha detto – registro una propensione alla demagogia che per quello che mi riguarda è diventata insopportabile. Mi riferisco al tema della trasparenza, della legalità».
De Luca ha poi rivendicato la propria stagione amministrativa, trasformando il tema della legalità in una critica alla nuova gestione regionale: «Voglio dire in maniera definitiva che sul tema della trasparenza e della legalità tutti, compresi gli attuali governanti della regione Campania, devono prendere esempio dallo stile, dalle iniziative e dal modo di governare della precedente giunta regionale. Devo dire che io registro un’opacità nella gestione attuale».
Il Faro, il progetto simbolo che innervosisce De Luca
Il secondo fronte riguarda la nuova sede della Regione Campania, il progetto del «Faro» immaginato dall’amministrazione De Luca nell’area dell’ex scalo merci ferroviario alle spalle di piazza Garibaldi. L’opera, affidata allo studio professionale di Zaha Hadid, rappresentava uno dei progetti simbolo della sua giunta, ma il percorso resta appeso a un doppio nodo: tecnico e politico.
Da un lato c’è il trasferimento del cosiddetto «posto centrale», l’impianto da cui dipende il traffico ferroviario della stazione di Napoli Centrale e che dovrebbe essere spostato per liberare le aree dell’intervento. Dall’altro c’è la freddezza istituzionale attorno all’opera: Roberto Fico, in campagna elettorale, non ha mai indicato con chiarezza che il progetto dovesse essere portato avanti, mentre il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi non ha mai mostrato particolare entusiasmo per l’intervento.
È su questo dossier che De Luca ha alzato il tono, richiamando il rischio di disperdere risorse già impegnate: «La giunta precedente aveva avviato la progettazione affidando l’incarico allo studio professionale di Zaha Hadid. Abbiamo speso già 2 milioni e mezzo di euro per la progettazione. La scadenza del contratto previsto con lo studio Zaha Hadid è di metà mese. Quindi si rischia di veder buttati a mare 2 milioni e mezzo di euro».
L’ex governatore ha chiamato in causa anche il Comune di Napoli, chiedendo un’accelerazione sui tempi dell’intervento: «È interesse della Regione e del Comune di Napoli premere, incalzare, farsi dare un cronoprogramma. Un intervento come quello che avevamo immaginato non si farà mai più a Piazza Garibaldi nei secoli dei secoli».
Eav, De Gregorio e il messaggio alla giunta Fico
Il terzo dossier è l’Eav, la holding regionale dei trasporti ancora guidata da Umberto De Gregorio, manager scelto da De Luca e considerato uno degli uomini più legati allo sceriffo salernitano. La sua uscita è ormai sul tavolo: De Gregorio ha annunciato che la sua era alla guida dell’azienda finirà entro luglio, confermando di fatto l’avvio di una fase nuova anche nel trasporto pubblico campano.
L’ex governatore non entra nel merito del nome che potrebbe arrivare al vertice dell’Eav, ma chiede che la scelta non venga gestita nelle stanze chiuse: «Avevo letto indiscrezioni, che segnalavano l’orientamento ad impegnare alla direzione di Eav un esponente proveniente dalle ferrovie. Non mi esprimo nel merito ma, trasparenza per trasparenza, mi aspetto che si metta in piedi un bando pubblico, una selezione pubblica».
Il messaggio alla giunta Fico è chiaro: se il nuovo corso regionale vuole intestarsi la parola trasparenza, allora deve applicarla anche alle nomine. De Luca, però, non si limita alla richiesta di una procedura pubblica. Difende anche l’esperienza maturata in Eav durante la sua amministrazione e rivendica il lavoro compiuto dall’azienda sotto la guida di De Gregorio.
«Voglio ricordare, per rispetto del lavoro fatto negli anni passati e per rispetto del contributo dato dai dirigenti di Eav, dai lavoratori, dalle organizzazioni sindacali, che quando siamo partiti con la precedente amministrazione abbiamo ereditato un’azienda che era fallita, 700 milioni di euro di debiti. L’Eav è diventata una delle aziende di riferimento dell’Italia».
Il sindaco di Salerno non contesta soltanto singole decisioni amministrative, ma mette in discussione il modo in cui la nuova giunta Fico sta gestendo l’eredità della precedente Regione. Il fuoco amico è partito su tre bersagli precisi: trasparenza, Faro ed Eav. E arriva da chi, fino a pochi mesi fa, aveva contribuito a portare Roberto Fico alla guida della Campania. Che Dio ci salvi.




