Ercolano, Schifone: «Il caso Cozzolino non è episodio isolato, ma sistema radicato»

Il consigliere comunale: «Commissariamento non chiude la questione»

Il caso Ercolano e il commissariamento del circolo locale del Pd non possono essere letti come una vicenda isolata. Quanto emerso dopo la diffusione del video dei festeggiamenti elettorali va inserito nel contesto politico della città e nei rapporti costruiti nel corso degli anni. Nel filmato compaiono il segretario cittadino Antonello Cozzolino, il consigliere comunale Marco Cozzolino e Natale Suarino. Dopo l’esplosione del caso, i due esponenti dem si sono autosospesi e il partito ha commissariato il circolo.

Luciano Schifone, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia e consigliere comunale della città del Miglio d’Oro, ha lanciato accuse durissime nel corso della conferenza stampa del centrodestra tenuta nella Sala Nassiriya del Consiglio regionale della Campania, invitando a ricostruire gli incroci elettorali che hanno segnato la vita politica locale.

Pubblicità

«Una fascia rossa con maggioranze bulgare»

«Da San Giorgio a Cremano fino a Castellammare, passando per Portici, Ercolano, Torre del Greco e Torre Annunziata, io sono l’unico consigliere comunale eletto per Fratelli d’Italia e per il centrodestra», ha affermato Schifone. «Mi pare che questo sia un elemento che dia la rappresentazione della distorsione in cui ci troviamo, di fronte a una fascia rossa del 60, 70, 80 per cento dell’elettorato». Percentuali che, secondo il consigliere comunale, potrebbero far pensare a territori nei quali «la gente vive nell’Eldorado» o «a Monte Carlo».

«E invece ci ritroviamo di fronte a una situazione che tutti conosciamo. Questa situazione oggi comincia a esplodere e si comincia a capire come e perché si è costruito questo elefantiaco sistema, oppressivo sulla cittadinanza e sull’elettorato, capace di produrre maggioranze bulgare che esistono più dell’Emilia-Romagna e della Toscana rossa. C’è qualcosa che non funziona».

Pubblicità

Le accuse sulle liste civiche

Per Schifone, accanto al sistema clientelare opera «il meccanismo, la tecnica delle liste civiche, che di civismo non hanno niente». «Il civismo è la battaglia della cittadinanza attiva rispetto a qualche tema che si porta avanti. Ma se una lista nasce il giorno prima della campagna elettorale e muore il giorno dopo, evidentemente non è civismo: è una tecnica elettorale di controllo e di sviluppo del territorio».

A Ercolano, ha aggiunto, dopo quanto accaduto a Torre Annunziata e Castellammare di Stabia, emergerebbe «in maniera ancora più forte l’evidente inquinamento». «Io ho qualche dato in più, essendo consigliere comunale di Ercolano, e posso darlo anche a beneficio della stampa, sperando che ci sia un po’ di quel giornalismo d’inchiesta che è molto forte in Italia, ma che su questa fascia si è espresso poco».

«Non un caso»

Schifone ha quindi concentrato l’attenzione sui protagonisti del caso che ha portato al commissariamento del circolo dem. «Non è stato sottolineato che Antonello Cozzolino, il segretario del Pd rimosso recentemente, era uno storico dirigente del partito. Non era lì per caso: era segretario comunale ed era stato proposto come sindaco. I tre candidati sindaci proposti per Ercolano erano Antonello Cozzolino, Gioacchino Acampora e la Garzia. Il candidato del partito era proprio Antonello Cozzolino e soltanto per una combinazione oggi non ci troviamo con Antonello Cozzolino sindaco. Il consigliere individuato insieme a lui è Marco Cozzolino, che pure è un dirigente storico del Pd ed è stato segretario del partito prima di Antonello Cozzolino».

Ha quindi citato Nancy Scognamiglio, anche lei comparsa nel video delle polemiche, definendola «una storica del partito». «Non è un fatto episodico, è un fatto di radicamento e di sistema politico del Pd a Ercolano, così come è successo anche negli altri territori», ha accusato Schifone.

Da qui la sollecitazione alla stampa: «Ci tenevo a dare questa indicazione e anche a sollecitare un giornalismo d’inchiesta per verificare gli incroci elettorali su questi soggetti attraverso gli anni. Qualche anno fa il sindaco Daniele era stato indicato come colui che aveva sconfitto la camorra a Ercolano. Da Daniele a oggi ci sono gli stessi soggetti, che sono stati sempre eletti e che in questo momento sono all’attenzione dell’Antimafia».

La precisazione del legale

«Natale Suarino ha espiato la pena detentiva il 7 ottobre 2014. Il Tribunale di Sorveglianza di Firenze gli ha concesso la riabilitazione penale il 12 aprile 2022. La sorveglianza speciale è cessata il 4 gennaio 2018 e la Corte d’Appello di Napoli lo ha riabilitato dalla misura di prevenzione nel febbraio 2023, dopo avere ritenuto raggiunta la prova costante ed effettiva della buona condotta; la Questura di Napoli aveva attestato l’assenza di segnalazioni degne di nota dopo la cessazione della misura», scrive l’avvocato Fabrizio Corona.

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Giovanbattista Cutolo, Piantedosi: «Riflettere sui confini di queste tragedie»

Schifone: «L’indifferenza è terreno fertile per la violenza» Il nome di Giovanbattista Cutolo continua a rappresentare una ferita e, insieme, un richiamo alla responsabilità collettiva....

Bonaccini e quel «ha poco studiato»: quando la politica diventa classismo

Più che giudicare gli elettori, la sinistra dovrebbe ascoltarli C’è una frase che, pronunciata da un esponente politico di primo piano, merita qualcosa di più...

Ultime notizie

Campi Flegrei, Sangiuliano: «Fondi insufficienti, la Regione dica come li spenderà»

Il centrodestra chiede rapidità e rendicontazione delle risorse Risorse insufficienti, che almeno dovranno essere spese subito e bene. I fondi per l’emergenza dei Campi Flegrei...

Dario Franceschini rivela: «Ho il Parkinson, mi è stato diagnosticato nel 2020»

L’ex ministro: «Non isolatevi, continuate a vivere» Per anni ha continuato la propria attività politica senza rendere pubblica la diagnosi. Ora Dario Franceschini racconta per...

Vannacci, Schlein e Conte tra novantenni e under 18: non sarà che intendono prepararci un futuro da Campo(santo)?

Agli italiani servono risposte concrete, non nostalgie politiche «Per me si va ne la città dolente, per me si va ne l’eterno dolore, per me...