Sicurezza, stretta del governo contro le baby gang: fermo anche per i minori

Nuove misure preventive contro armi e oggetti atti ad offendere

Una nuova stretta contro le condotte violente delle bande giovanili entra nel disegno di legge sulla Sicurezza. Il provvedimento varato dal Consiglio dei ministri amplia le misure già previste e interviene in particolare sui luoghi della movida.

Il testo introduce cinque nuovi articoli rispetto alla versione originaria esaminata alcuni mesi fa, che comprendeva già l’aggravante per alcuni reati commessi ai danni dei giornalisti e la norma sugli sgomberi delle occupazioni abusive delle seconde case.

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Fermo di prevenzione e divieto di aggregazione per i minorenni

Tra le novità figura l’estensione ai minorenni della disciplina del cosiddetto fermo di prevenzione, applicabile quando sussiste «un fondato motivo di ritenere possano mettere in atto condotte di pericolo per la Sicurezza pubblica» nei luoghi della movida, come nel caso del possesso di armi o di altri oggetti atti ad offendere. Nell’ambito del contrasto alle baby gang viene introdotta anche una nuova ipotesi di avviso orale del questore, accompagnato dal contestuale divieto di aggregazione.

Il disegno di legge prevede inoltre una nuova aggravante per il reato di danneggiamento commesso da cinque o più persone. La pena stabilita va da un anno e sei mesi a cinque anni di reclusione, con una multa fino a 15mila euro. «Viene estesa a questo reato la possibilità di arresto differito in flagranza» quando il danneggiamento è commesso in gruppo, ha spiegato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

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Le tutele per le vittime e le aggressioni agli agenti

Il provvedimento modifica anche il codice civile, stabilendo che chi è vittima di rapina o di violenza sessuale non debba risarcire l’autore del delitto per gli eventuali danni subiti. «Viene in qualche modo escluso il risarcimento in situazioni in cui il fatto si verifichi in occasione del compimento da parte del danneggiato di alcuni reati», ha spiegato Piantedosi durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi. «Il caso classico è quello della rapina in casa».

Viene poi introdotta la procedibilità d’ufficio per le lesioni personali ai danni di ufficiali e agenti di polizia giudiziaria o di pubblica Sicurezza, quando siano commesse nell’atto o a causa dell’adempimento delle loro funzioni. «Fino ad adesso era prevista la punibilità nel caso di lesioni lievi o lievissime solo attraverso la querela di parte», ha precisato il titolare del Viminale.

Sicurezza stradale, più controlli nei luoghi frequentati dai giovani

L’attenzione dell’esecutivo si concentra anche sulla Sicurezza stradale, con iniziative rivolte in particolare ai giovani. Al Viminale si è svolta una riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la Sicurezza pubblica, presieduta da Piantedosi, alla quale hanno partecipato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e i vertici delle forze di polizia.

Durante l’incontro è stato deciso di rafforzare i controlli sulle strade e i pattugliamenti delle forze dell’ordine, con particolare attenzione ai luoghi caratterizzati da una maggiore presenza di giovani nelle ore serali e notturne. È stata inoltre stabilita l’istituzione di un tavolo tecnico sulla Sicurezza stradale con il coinvolgimento diretto dei tre dicasteri competenti. L’organismo dovrà elaborare progetti mirati attraverso una sinergia interistituzionale tra Sicurezza, infrastrutture e istruzione, con l’obiettivo di costruire una cultura della prevenzione che parta dalle scuole e coinvolga l’intera società.

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