L’europarlamentare: «Non chiamatelo più centrosinistra»
«Non chiamatelo mai più centrosinistra». Per Pina Picierno, la piazza di Napoli non ha mostrato un’alternativa di governo, ma una coalizione pronta a ingoiare tutto pur di restare in piedi, anche davanti alle parole di Giuseppe Conte sulla Russia.
La vicepresidente del Parlamento europeo lo scrive su X e mette subito da parte il tema della partecipazione alla manifestazione: «Grande spazio nei commenti oggi al flop della manifestazione di Napoli, di cui onestamente mi interessa poco». Il punto, spiega, è un altro: «Mi interessa molto di più la mancanza di indignazione rispetto alle parole, gravissime e molto pericolose, che Giuseppe Conte ha scandito dal palco: la minaccia russa sarebbe una costruzione politica per giustificare il riarmo. Non è una sorpresa il putinismo di Conte».
«È una assoluta novità – afferma – il fatto che queste affermazioni vengano fatte da un palco ufficiale del Campo largo senza che questo generi una presa di distanza degli altri leader presenti. In tutta Europa affermazioni del genere causerebbero la reazione immediata dei leader democratici che ricorderebbero, immediatamente, che per l’intelligence di mezzo mondo la Russia rappresenta una minaccia strategica concreta e di lungo periodo».
«Schlein ha fatto finta di niente»
A Napoli, invece, secondo Picierno, sarebbe andata diversamente: «Ancora una volta, Schlein ha fatto finta di niente, e come sempre si finge morta. Riproporre fedelmente la narrazione del Cremlino è dunque una posizione tollerata dal Campo largo? Dovevano mostrarci l’alternativa e ci hanno mostrato ancora una volta che sono capaci di ingoiare tutto pur di tenere insieme i brandelli di una coalizione che non esiste e che è distante anni luce da posizioni europeiste e riformiste».
La vicepresidente del Parlamento europeo non chiama in causa soltanto Elly Schlein. Il bersaglio si allarga al Partito democratico e a chi rivendica un ruolo riformista dentro l’alleanza: «Nessun imbarazzo del Pd, ma anche di tutti quelli che ci raccontano di voler fare la “gamba” riformista lì dentro? Io sono allibita e molto preoccupata: il silenzio di fronte ad affermazioni così gravi è complicità, cari amici. E allora io vi chiedo di indignarvi, di reagire, di prendere le distanze. La storia dei democratici italiani non merita questo epilogo. Di certo non chiamatelo mai più centrosinistra, il campo largo è strutturalmente e definitivamente altro».




