Napoli, troppe armi in strada: più forze dell’ordine e nuove telecamere

Piantedosi: «Non c’è emergenza acuta, ma serve agire»

Napoli non è dentro una emergenza criminale acuta, ma la presenza di troppe armi in strada impone una risposta immediata. Dopo due ore e mezzo di vertice in Prefettura con il ministro Matteo Piantedosi, il Viminale annuncia rinforzi, videosorveglianza e azioni mirate. La riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica è stata convocata dopo i fatti di Montesanto, dove una rissa e gli spari in strada sono stati seguiti dalla scena di un uomo ripreso mentre camminava tra la gente con un kalashnikov.

Al tavolo, nel palazzo della Prefettura di Napoli, hanno partecipato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il prefetto Michele di Bari, il capo della Polizia Vittorio Pisani, il sindaco Gaetano Manfredi, i procuratori dell’area metropolitana, il procuratore generale di Napoli e la presidente della Corte d’Appello.

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Piantedosi: «Non siamo all’anno dell’emergenza acuta»

«Innanzitutto noi dobbiamo partire da una considerazione, che non siamo all’anno dell’emergenza acuta criminalità o sicurezza a Napoli», ha detto Piantedosi al termine del vertice. Il ministro ha precisato che «i dati statistici, che premetto non esauriscono le discussioni che vanno fatte», non indicano per Napoli «una particolare emergenza acuta di criminalità o in termini di questione di sicurezza», né nel confronto «da un anno all’altro», né guardando «a 10 anni fa».

«Tuttavia ci sono stati degli episodi e delle situazioni che abbiamo analizzato nella loro specificità che ci consigliano di fare qualcosa di particolare», ha aggiunto il titolare del Viminale. Il nodo, per il ministro, è «questa ricorrente, crescente presenza di armi a disposizione, talvolta anche dei ragazzi, in alcuni casi anche minorenni», motivo per cui «ci siamo posti il problema di che cosa si può fare di più».

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Da qui la scelta di un intervento mirato. Per «disarmare la città» ci sarà «un’attenzione particolare delle forze di polizia in accordo con la magistratura». Piantedosi ha spiegato che bisognerà «unire attività di intelligence ed operativa per trovare queste armi» e ha parlato di un nuovo «modello Napoli» per evitare che si ripetano scene come quella della settimana scorsa nel rione Montesanto, con persone «che vanno in giro con un Kalashnikov».

Sulla reazione della città, Piantedosi ha aggiunto: «La popolazione si è indignata, ed io ne sono contento perché vuol dire che c’è una aspettativa della cittadinanza, una ribellione verso questi episodi. La cittadinanza ci chiede giustamente di fare di più e noi lo faremo».

Rinforzi e videosorveglianza

«Per quanto riguarda le risorse che abbiamo assegnato e che assegneremo ancora», ha detto il ministro, «io ho fatto presente al sindaco, a tutti i presenti al tavolo che dall’inizio del 2025, quindi parliamo in questo anno e mezzo, abbiamo assegnato all’area metropolitana di Napoli più di 1532 unità delle tre forze di polizia», curando anche il turnover «con 20enni al posto dei 60enni».

Altri rinforzi arriveranno tra luglio e settembre. «Abbiamo dei corsi in uscita adesso, tra luglio e settembre per polizia e carabinieri destineremo altre 140 unità di personale». Il dispositivo comprenderà anche militari della Guardia di Finanza.

Sul fronte tecnologico, sarà avviato un protocollo di intesa per incrementare la videosorveglianza. Nella sola città di Napoli è previsto un investimento di circa 3 milioni di euro, in parte con fondi coesione. «Sono in completamento altre 352 telecamere», ha spiegato Piantedosi: si aggiungeranno alle 900 già operative e con «un livello di buona efficienza».

Il ministro ha richiamato «una crescente richiesta da parte della magistratura, oltre che del sindaco, di implementare la videosorveglianza», anche perché il sistema consente «in 48 ore» di identificare «il 60% degli autori dei reati commessi». Sul confronto in Prefettura, Piantedosi ha parlato di una riunione «proficua», con «una discussione molto approfondita, molto lunga» e «un fronte istituzionale molto affiatato e molto compatto». Al tavolo, ha ricordato, «c’era tutta la magistratura dell’area metropolitana di Napoli», con discussioni «molto articolate su tutte quelle che sono le problematiche a 360 gradi».

Manfredi: «Azioni mirate e specifiche»

Il sindaco Gaetano Manfredi, che dopo i fatti di Montesanto aveva chiesto più risorse, si è detto soddisfatto per le decisioni assunte. «Abbiamo chiesto e c’è stata una convergenza che ci siano delle azioni mirate e specifiche per contrastare questi fenomeni», ha dichiarato al termine del vertice. Gli interventi riguarderanno l’aumento dell’organico delle forze dell’ordine, ma anche le manifestazioni più plateali della criminalità. Per Manfredi servono azioni «contro queste esibizioni di questa forza muscolare che rappresentano un danno per l’immagine della città».

«Bisogna andare alla sorgente del problema per dare delle risposte concrete», ha aggiunto il sindaco. Poi il riferimento al lavoro investigativo: «Noi abbiamo delle forze dell’ordine e degli investigatori di primo ordine e c’è stata la volontà del ministro di intervenire su questi aspetti. Noi siamo fiduciosi che arriveranno i risultati che i cittadini aspettano».

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