Il Superbonus si «mangia» il Pnrr: il conto per lo Stato arriva a 174 miliardi

Il costo dell’agevolazione sfiora la dotazione del Piano Ue

Quasi un Pnrr intero. Il conto del Superbonus, secondo l’aggiornamento del Sole 24 Ore, sale a 174 miliardi di euro, mentre nei primi tre mesi del 2026 il Fisco ha fermato 4,1 miliardi di crediti legati alle spese del 2025. La cifra non arriva da una valutazione politica, ma dall’aggiornamento pubblicato dal quotidiano economico. Il Sole 24 Ore ricalcola il costo complessivo dell’operazione Superbonus e porta il totale a quota 174 miliardi, quattro volte quanto era stato preventivato.

Il paragone rende evidente la dimensione della voragine: l’intera dotazione del Pnrr per l’Italia è pari a 194,4 miliardi. Il superbonus, da solo, si avvicina dunque a una delle più grandi operazioni di finanziamento pubblico degli ultimi anni, con un impatto diretto sui conti dello Stato.

Pubblicità

Superbonus, crediti bloccati per 4,1 miliardi

Il dato più recente arriva dai controlli effettuati dal Fisco negli ultimi giorni dell’agevolazione. Dalle verifiche sono emersi frodi e illeciti in numero molto elevato: nei primi tre mesi del 2026 sono stati bloccati 4,1 miliardi di euro di crediti, pari al 33% del totale maturato per le spese sostenute nel 2025.

La quota è molto più alta rispetto agli anni precedenti, quando i crediti scartati si erano attestati intorno al 3%. Il salto segnala quanto fosse delicata l’ultima fase del Superbonus, che nel 2025 era sceso al 65%, ma continuava a generare tentativi di utilizzo da parte di soggetti senza alcuni o tutti i requisiti richiesti.

Pubblicità

«Numeri che fanno riflettere e fanno capire il lavoro che Mef e amministrazione finanziaria – spiega Il Sole 24 Ore – sono stati chiamati a portare avanti, aumentando l’attenzione proprio per intercettare i pericoli legati a chi ha sfruttato gli ultimi scampoli dell’agevolazione (al 2025 era al 65%) per poterla sfruttare pur non avendo alcuni o tutti i requisiti. Un problema che emerge anche dal confronto con gli anni precedenti in cui la quota di crediti scartati è stata circa del 3 per cento».

Il peso sui conti pubblici

Il caso si è intrecciato anche con il dibattito sul mancato raggiungimento della soglia del 3% nel rapporto deficit/Pil per il 2025. Il punto non riguarda soltanto l’emersione di frodi e illeciti, ma anche l’effetto che la monetizzazione dei crediti avrebbe potuto produrre sui saldi di finanza pubblica.

Il quotidiano economico sottolinea infatti che «l’impegno del Fisco nel bloccare la monetizzazione di crediti per spese 2025 ha impedito che il conto fosse ancora più alto rispetto agli 8,4 miliardi indicati all’interno del documento di finanza pubblica (Dfp)». Il blocco dei crediti ha quindi evitato un aggravio ulteriore rispetto alla cifra già inserita nel Dfp, dentro un quadro complessivo in cui il superbonus è ormai arrivato a pesare 174 miliardi.

Le verifiche su cessioni del credito e sconto in fattura

Il piano straordinario di analisi e controllo messo in campo dalle donne e dagli uomini del Fisco si è sviluppato lungo due direttrici. Da un lato ci sono stati i controlli preventivi, che hanno consentito di scartare 1,8 miliardi di crediti. Dall’altro lato, le attività di analisi del rischio hanno permesso di individuare 2,3 miliardi di euro di crediti da superbonus con un profilo di pericolosità.

La pericolosità è legata alle potenziali frodi collegate alle comunicazioni di cessioni del credito o sconto in fattura. In alcuni casi, il livello di rischio è risultato talmente elevato da portare a 680 milioni di euro già sequestrati dall’autorità giudiziaria. Dalla somma tra i crediti scartati attraverso i controlli preventivi e quelli individuati con lo screening dell’analisi del rischio si arriva così ai 4,1 miliardi di euro bloccati nei primi tre mesi del 2026.

 

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Napoli e l’emergenza violenza giovanile: più sport, più educatori, più scuole aperte

Non basta intervenire dopo: bisogna costruire alternative alla strada Quello che è accaduto qualche giorno fa a Ponticelli non può essere archiviato come l’ennesimo episodio...

Campi Flegrei, Schifone in pressing: «Fico chieda subito lo stato di emergenza»

La deputata: «Le istituzioni non vanno in vacanza» Fratelli d’Italia alza il pressing sulla Regione Campania per i Campi Flegrei. Marta Schifone, deputata e commissario...

Ultime notizie

Torre Annunziata, torna l’allarme sul mare: chiazze sospette segnalate lungo la costa

Verifiche rapide per chiarire la natura del fenomeno Agosto dovrebbe coincidere con il periodo in cui il mare diventa il principale patrimonio della città. Eppure,...

Campi Flegrei, il centrodestra campano: «Fico attivi lo stato di emergenza»

L'opposizione chiede un Consiglio regionale straordinario Una seduta straordinaria per definire gli interventi della Regione Campania nei Campi Flegrei. La richiesta è stata presentata unitariamente...

Italia-Spagna, Roma non arretra sui confini e Sanchez passa alle ritorsioni

Meloni: «Non accettiamo ultimatum né imposizioni dall’estero» L’Italia non arretra sulla sicurezza dei confini e Sanchez passa alle ritorsioni. La Spagna introduce controlli sugli arrivi...