Una cantautrice che ha fatto della coerenza la sua rivoluzione
Nella Roma elettrica degli anni Ottanta, Paola Turci si fa strada nei club, dove la sua voce graffia e conquista. È Mario Castelnuovo a notarla, a offrirle il primo contratto e a scriverle «L’uomo di ieri», il brano con cui debutta a «Sanremo 1986».
L’impatto è immediato: personalità forte, critica entusiasta. Seguono le tournée con Luca Barbarossa, «Premiatissima ’86» e due ritorni all’Ariston, nel 1987 e nel 1988, con «Primo tango» e «Sarò bellissima», che le valgono due Premi della Critica consecutivi. Pubblica il primo album, «Ragazza sola, ragazza blu», e nel 1989 firma un record: terzo Premio della Critica e vittoria tra gli Emergenti con «Bambini», destinato a diventare un suo manifesto.
Gli anni ’90: il decennio che l’ha forgiata
Gli anni Novanta sono un campo di battaglia creativo. Turci torna a Sanremo nel 1990 con «Ringrazio Dio», pubblica «Ritorno al presente» e poi «Candido». Vince il Cantagiro con i Tazenda e torna in classifica con Riccardo Cocciante in «E mi arriva il mare».
Nel 1993 firma il suo primo brano da autrice, «Stato di calma apparente», pubblica «Ragazze» e affronta un grave incidente stradale che richiede molte operazioni. Ma non si ferma: torna presto sul palco, incide «Io e Maria» di Luca Carboni e partecipa al tributo «Innocenti evasioni» con «Ancora tu». Nel 1995 apre una fase più rock con «Una sgommata e via», scritta da Vasco Rossi e prodotta con Roberto Casini, collaborazione che durerà fino al 2000.
Arrivano la raccolta «Volo così 1986-1996», il Festivalbar con «La felicità» e, nel 1997, il successo di «Oltre le nuvole», disco di cover che diventa platino e viene ristampato nel 1998 con due inediti, tra cui «Solo come me» per Sanremo. Un decennio di cadute e risalite che la tempra definitivamente.
La metamorfosi artistica
Nel 2000 esce «Mi basta il Paradiso», album WEA con tre singoli fortissimi, «Questione di sguardi», «Sabbia bagnata», «Saluto l’inverno» per Sanremo 2001, ma che non riflette più la sua direzione. Nel 2002 sceglie l’indipendenza e pubblica «Questa parte di mondo», scritto e composto interamente da lei: un disco più nudo, più suo. Lo anticipano «Mani giunte», anche con gli Articolo 31, e il brano omonimo con Alfredo Rizzo, entrambi con videoclip girati a Cefalù.
Nel 2004 arriva l’antologia live «Stato di calma apparente», con due inediti e una nuova «Paloma Negra». Nel 2005 pubblica «Tra i fuochi in mezzo al cielo», prodotto con Carlo Ubaldo Rossi, un album che affronta morte, abbandono e la tragedia del Rwanda, premiato con Amnesty Italia 2006.
Nel 2006 porta in scena con Giorgio Rossi «Cielo – Voce danzante e corpo sonoro», un intreccio di voce, danza e omaggi a Ferré, Veloso, Modugno, Patty Pravo, De Gregori e Chavela Vargas. Dirige il VenerElettrica International Female Rock Festival, premiando Anna Maria Stasi (C.F.F.) e il Nomade Venerabile. Nel 2007 torna on the road con Max Gazzè e Marina Rei nel tour «Di comune accordo», che arriva fino a Losanna, e annuncia il suo primo libro.
Tra svolte artistiche e nuovi progetti
Tra il 2007 e il 2012 Turci attraversa una stagione di cambiamenti. Dopo il Premio Tenco 2007, dove reinterpreta «E se ci diranno» e presenta «Quasi settembre», nel 2008 torna a Sanremo come ospite con Gazzè e Rei, riprendendo anche il tour rock con Andrea Di Cesare e lo spettacolo «Cielo».
Nel 2009 debutta nella narrativa con «Con te accanto», scritto con Eugenia Romanelli, conduce «La mezzanotte di Radio Due», pubblica «La mangiatrice di uomini», che anticipa «Attraversami il cuore», e partecipa al Watoto Festival con Mannoia e Noemi per i bambini kenioti.
Nel 2010 esce «Giorni di rose», dedicato all’universo femminile, con brani di grandi cantautrici e un duetto con Mannoia. Partecipa agli MTV Days e nel 2011 compare nel libro «I Baustelle mistici dell’Occidente». Pubblica «Utopia», che anticipa il terzo capitolo della trilogia, uscito nel 2012 dopo vari tentativi non accolti da Sanremo. A fine 2011 presenta «Devi andartene», poi incluso in «Le storie degli altri». Nel 2012 aderisce al progetto collettivo e ironico «We Are the Maffons», chiudendo un quinquennio di musica, scrittura e impegno sociale.
Tra palchi, libri e indipendenza
Dal 2014 si apre un nuovo capitolo. Turci canta accanto a Laura Pausini e a molte artiste nello show di Taormina, poi pubblica l’autobiografia «Mi amerò lo stesso», un passaggio personale decisivo. Tra il 2015 e il 2016 tornano i progetti discografici: escono «Io sono» e il duetto con Loredana Bertè in «Luna». Nel 2017 rientra a Sanremo con «Fatti bella per te», arriva in finale e pubblica «Il secondo cuore», ricevendo l’History Award agli MTV Awards. Entra nella commissione di canto di «Amici» e nel 2018 torna all’Ariston con Noemi. È madrina d’onore del Mantova Pride e viene annunciata tra i Big di Sanremo 2019 con «L’ultimo ostacolo».
Dopo una pausa, nel 2022 inaugura la sua fase indipendente con «Caramella», seguita nel 2023 da «Fiore di ghiaccio», parte di un progetto libero da etichette.
Il brano scelto: Sai che è un attimo
«Sai che è un attimo», contenuta nell’album «Oltre le nuvole» del 1997, è la versione italiana di «Time for Letting Go» di Jude Cole. Nella rilettura di Paola Turci il brano assume un taglio più diretto e deciso: racconta il momento in cui si riconosce la fine di una relazione e si trova il coraggio di lasciarla andare. Una presa di coscienza rapida, quasi un lampo, che trasforma il distacco in un atto di lucidità.




