Rinviata a giudizio anche la moglie
Nuovo processo per Marcello Dell’Utri: il gup di Milano Giulia Marozzi lo ha rinviato a giudizio insieme alla moglie Miranda Ratti. Nel procedemimento dovrà rispondere di intestazione fittizia di beni e della presunta violazione della normativa antimafia per l’omessa comunicazione di variazioni patrimoniali. Al centro dell’accusa ci sono oltre 10 milioni di euro ricevuti con diversi bonifici da Silvio Berlusconi. Secondo quanto precisato dai legali, la somma contestata ammonta a 10 milioni e 840mila euro.
Dell’Utri, difeso dagli avvocati Francesco Centonze e Filippo Dinacci, risulta sottoposto a misura di prevenzione in seguito alla condanna definitiva del 2014 per concorso esterno in associazione mafiosa. La moglie Miranda Ratti è stata rinviata a giudizio in concorso con il marito.
L’inchiesta, avviata inizialmente dalla procura di Firenze, è stata successivamente trasmessa a Milano dopo il venir meno dell’aggravante mafiosa legata a un presunto ruolo nelle stragi del 1994. Il processo si aprirà l’8 luglio davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Milano. L’accusa contesta in particolare la mancata comunicazione delle variazioni patrimoniali, obbligo previsto dalla normativa antimafia per i soggetti sottoposti a misure di prevenzione.
La difesa: «Vicenda già esaminata da più autorità»
I legali degli imputati ribadiscono l’estraneità ai fatti. «Con riferimento al rinvio a giudizio, si rileva che la medesima vicenda è già stata esaminata, negli stessi termini, da sei diverse autorità giudiziarie, tra cui per due volte la Cassazione, che hanno escluso la realizzazione di trasferimenti fraudolenti di somme di denaro da parte della signora Ratti e del dottor Dell’Utri – scrivono Francesco Centonze e Filippo Dinacci per Marcello Dell’Utri e Tullio Padovani e Lodovica Beduschi per Miranda Ratti -. Confidiamo di dimostrare l’assenza di responsabilità dei nostri assistiti anche nel presente procedimento».



