Movida a Napoli, Antonio De Iesu: «Delibera solo per le aree coinvolte dalle cause»

L’assessore: non ci sarà un provvedimento diffuso

Limitazioni già in vigore e un possibile cambio di passo nella gestione della movida cittadina. È questo il quadro al centro del Consiglio comunale di oggi, chiamato a discutere le misure restrittive adottate in due delle aree più sensibili del centro storico: Piazza Bellini e Vico Quercia.

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A fare il punto è l’assessore alla Sicurezza e alla Legalità, Antonio De Iesu, che ha chiarito come l’ordine del giorno sia attualmente circoscritto alle due zone già oggetto di contenzioso con i residenti. «Inizialmente – ha spiegato – avevamo previsto una possibilità più ampia, ma il Consiglio comunale ha ritenuto opportuno limitare la delibera alle aree coinvolte dalle cause».

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Non è escluso, però, che il perimetro possa essere ampliato. «Vedremo se ci saranno emendamenti per estendere queste misure ad altre zone», ha aggiunto De Iesu, sottolineando come la decisione spetti esclusivamente al Consiglio comunale, «organo rappresentativo che dovrà fornire un indirizzo chiaro».

Il nodo centrale resta quello dell’equilibrio tra tutela dei residenti e attività economiche. Le ordinanze attualmente in vigore fino al 6 maggio in piazza Bellini e Vico Quercia e per i prossimi 4 mesi in piazza San Domenico Maggiore e zone limitrofe – con limiti sugli orari e sull’asporto – sono state adottate dopo le pronunce del TAR che hanno imposto al Comune interventi concreti contro l’inquinamento acustico.

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Proprio su questo punto, l’assessore è stato netto: l’amministrazione ha l’obbligo di intervenire laddove vengano accertati livelli di rumore oltre i limiti. «Se emergono criticità – ha spiegato – il sindaco dovrà adottare misure adeguate, sulla base delle istruttorie tecniche e dei rilievi, per tutelare la salute dei cittadini».

Misure studiate per zona

Quanto alle differenze tra le attività soggette a restrizioni e quelle escluse, De Iesu ha chiarito che anche un’eventuale delibera più ampia non comporterebbe automaticamente regole uniformi per tutta la città. «Servono valutazioni puntuali – ha precisato – per verificare dove esistano effettive criticità». In altre parole, ogni intervento dovrà essere calibrato sulla base delle condizioni specifiche delle singole aree.

Infine, sul tema dell’asporto e degli orari, l’assessore ha richiamato la necessità di attenersi alle indicazioni normative e giudiziarie: eventuali modifiche dovranno essere attentamente valutate per evitare responsabilità a carico dell’amministrazione. Il confronto resta aperto. L’esito del dibattito in Consiglio comunale sarà decisivo per capire se Napoli andrà verso una regolamentazione più estesa della movida nel centro storico o continuerà con interventi mirati, zona per zona.

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