Nuovo provvedimento sui beni riconducibili a Sandokan
Una vicenda che affonda le radici negli anni Novanta torna a produrre effetti concreti sui beni riconducibili a Francesco Schiavone, detto Sandokan. Con un nuovo provvedimento giudiziario, una parte della tenuta Ferrandelle, a Santa Maria La Fossa, passa definitivamente allo Stato. Si tratta di quattro terreni agricoli per un’estensione complessiva di circa 15 ettari, parte dell’azienda agricola un tempo riconducibile al boss dei Casalesi, detenuto da decenni al 41 bis. Il valore complessivo stimato dei beni è di oltre 1 milione di euro.
La Corte di Appello di Napoli – Ottava Sezione Penale ha emesso un’ordinanza afferente alla correzione del decreto di confisca 63/96, pronunciato il 14 febbraio 1996 e irrevocabile dal 27 febbraio 1997, finalizzata proprio alla confisca definitiva dei terreni.
I terreni rimasti fuori dal primo sequestro
Le investigazioni economico-patrimoniali svolte dalla Sezione Misure di Prevenzione del Gruppo Tutela Economia del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Caserta hanno permesso di ricostruire l’esatta estensione dei fondi e di individuare le particelle catastali rimaste fuori dal primo provvedimento. Quei terreni, infatti, erano sfuggiti all’originario decreto di sequestro di prevenzione emesso nei confronti di Schiavone nel 1996 e, proprio per questo, avevano preservato dalla confisca una parte della tenuta Ferrandelle. L’area interessata dal nuovo provvedimento è parte della tenuta poi assegnata alla società consortile Agrorinasce, attuale affidataria dei beni.



