Sanremo 2026 come ritorno, «Animali notturni» come identità
Malika Ayane è una voce che sfugge alle etichette: nasce a Milano da padre marocchino e madre italiana, secondogenita, cresce tra il violoncello del Conservatorio e le luci severe della Scala, dove canta da solista ancora bambina. Quando lascia il coro, attraversa la città da un bancone all’altro dei locali, fino a diventare la cantante del venerdì sera al «Trottoir»: è lì che viene scoperta e avviata alla musica che la porterà lontano.
Dal debutto con la casa discografica Sugar Music al successo di «Feeling Better», fino alle sei partecipazioni a Sanremo e ai due Premi della Critica, Ayane costruisce un percorso che unisce pop d’autore, sperimentazione e una presenza scenica sempre più matura. Accanto alla musica esplora teatro, cinema, televisione e scrittura, passando da «Evita» e «Cats» ai racconti di «Ansia da felicità». Oggi continua a muoversi con naturalezza tra progetti discografici, colonne sonore e palchi teatrali, mantenendo intatto il tratto che la distingue da sempre: una voce dal colore unico, capace di trasformare ogni brano in un racconto personale.
L’avvio fulmineo della carriera
La carriera discografica di Malika Ayane prende forma quando Ferdinando Arnò la scopre in un locale milanese e decide di seguirla da vicino: la porta nel suo studio, la introduce al mondo dei jingle e, nel 2007, le apre le porte della Sugar di Caterina Caselli. Da quel contratto nasce, nel settembre 2008, l’album d’esordio «Malika Ayane», prodotto dallo stesso Arnò e certificato platino. «Sospesa» segna il debutto radiofonico, ma è «Feeling Better» a trasformarla in un caso nazionale, con mesi ai vertici dell’airplay e una lunga permanenza nella classifica FIMI.
Il 2009 consolida la sua presenza: duetta con Pacifico in «Verrà l’estate», apre una data del tour di Duffy a Milano e incide con Andrea Bocelli «Blue Christmas», portandola anche dal vivo nel Regno Unito. Nello stesso anno debutta a Sanremo tra le Nuove Proposte con «Come foglie», firmata da Giuliano Sangiorgi: secondo posto, disco di platino e un successo radiofonico duraturo. Parallelamente scrive «Dopo di me» per Valerio Scanu, partecipa al progetto benefico «Domani 21/04.2009» e firma «Ancora non sai» per Katherine Jenkins. Chiude il ciclo del primo album con «Contro vento», ultimo singolo del 2009.
Tra Sanremo, «Grovigli» e la maturità artistica
Tra il 2010 e il 2014 Malika Ayane consolida la propria identità artistica, passando dal successo sanremese alla piena maturità discografica. Nel 2010 firma una delle sue interpretazioni più note, «La prima cosa bella», scelta da Paolo Virzì per l’omonimo film, e torna al Festival con «Ricomincio da qui», brano che le vale il Premio della Critica e quello della Sala Stampa. Nello stesso periodo pubblica «Grovigli», album che supera le 100.000 copie e ospita collaborazioni di peso come Paolo Conte e Cesare Cremonini. Seguono mesi intensi: esibizioni ai «David di Donatello», un duetto con Cremonini in «Hello!», una nomination agli «MTV Europe Music Awards» e una Special Tour Edition del disco con l’inedito «Il giorno in più».
Nel 2012 apre un nuovo capitolo con «Ricreazione», anticipato dal singolo «Tre cose», certificato platino. Parallelamente debutta nel cinema con un ruolo in «Tutti i rumori del mare» e duetta con Francesco De Gregori in due brani del suo album «Sulla strada». Nel 2013 torna a Sanremo con «E se poi», firmata da Giuliano Sangiorgi, che chiude al quarto posto e ottiene il platino. Seguono un tour estivo, la conduzione radiofonica di «Sold Out», un «Premio Lunezia» per il valore musical-letterario del brano e nuove collaborazioni, tra cui la partecipazione allo show-evento di Laura Pausini a Taormina. Nel 2014 arriva anche il duetto con Fedez in «Sirene», certificato oro nonostante non sia mai stato pubblicato come singolo.
L’era in cui Malika diventa inevitabile
Dal 2014 in poi Malika Ayane entra in quella fase della carriera in cui non puoi più ignorarla. Sanremo 2015 la riporta al centro della scena con «Adesso e qui (nostalgico presente)»: terzo posto, secondo Premio della Critica e un brano che diventa uno dei più suonati dell’anno. È il preludio a «Naïf», un disco che resta in classifica per oltre dodici mesi e che esplode definitivamente con «Senza fare sul serio», il pezzo che domina le radio e diventa triplo platino.
Da lì in avanti è un continuo: «Tempesta», presentata a Venezia, un tour teatrale che fa sold out ovunque, la voce prestata al corto «Pixar Lava» e una presenza scenica che si fa sempre più riconoscibile. Nel 2016 arriva la parentesi teatrale: Malika indossa i panni di Evita Perón per più di settanta repliche, portando la sua voce nei teatri italiani come se fosse il luogo più naturale del mondo.
Poi si ritira per un po’, il tempo di costruire «Domino», un progetto pensato come un gioco di incastri, anticipato da «Stracciabudella» e portato in giro con due tour paralleli, tra club e teatri. Il 2019 la vede sedersi al tavolo dei giudici di «X Factor 13», mentre continua a muoversi tra festival, collaborazioni e palchi all’aperto. Arriva anche «Wow (niente aspetta)», che finisce in uno spot nazionale e chiude un ciclo in cui Ayane non ha solo pubblicato dischi: ha ridisegnato la propria traiettoria, diventando una presenza stabile, riconoscibile e trasversale della musica italiana.
Gli anni della trasformazione
Dal 2021 Malika Ayane inaugura una fase artistica in cui ogni ritorno sembra un nuovo inizio. Rientra a Sanremo con «Ti piaci così» e, nella serata delle cover, sceglie «Insieme a te non ci sto più», un omaggio diretto ai suoi riferimenti storici, Paolo Conte e Caterina Caselli. Pochi mesi dopo pubblica «Malifesto», un album che dichiara apertamente la volontà di «manifestare» la propria identità artistica, mentre «Naïf» viene certificato platino, a conferma della sua tenuta nel tempo. Dal 2022 il percorso si allarga: presenta «Un po’ più in là» sul palco dell’Ariston, firma con Warner e pubblica «Una ragazza», mentre si divide tra televisione, cinema e impegni istituzionali.
Parallelamente torna al teatro musicale interpretando «Grizabella» nel nuovo «Cats», portato in tour fino al 2024, e pubblica la sua prima raccolta di racconti, «Ansia da felicità». Nel 2024 cambia ancora pelle entrando nel «roster Believe/M.A.S.T.», rilascia «Sottosopra» e annuncia un nuovo tour nei teatri.
Il 2025 la vede protagonista anche nel mondo delle colonne sonore: firma «L’avresti detto mai» per il film «30 notti con il mio ex», brano candidato ai Nastri d’Argento, e interpreta le musiche della versione teatrale di «Brokeback Mountain». Poi arriva il 2026 e, con lui, un nuovo Sanremo: «Animali notturni» segna il suo ritorno in gara, mentre nella serata delle cover duetta con Claudio Santamaria in «Mi sei scoppiato dentro al cuore», confermando la sua capacità di attraversare linguaggi e generazioni senza perdere la propria impronta.
Il brano scelto: «Animali notturni»
«Animali notturni» è il racconto di un amore che ha smesso di cercare definizioni e ha iniziato a riconoscersi nei dettagli. Non è l’innamoramento brillante, ma la fase in cui due persone imparano a stare nella complessità dell’altro senza spaventarsi. La notte diventa il luogo simbolico in cui questo legame si muove: uno spazio dove non serve mostrarsi perfetti, dove le fragilità non sono un ostacolo ma una lingua comune. Malika canta l’intimità adulta, quella che non ha bisogno di promesse ma di presenza, quella che non si misura in gesti eclatanti ma nella capacità di restare quando il rumore del giorno si spegne. È un amore che non chiede di essere salvato: chiede di essere visto.




