Asse Italia, Germania e Belgio per rilanciare la competitività europea
La questione energetica torna al centro del dibattito europeo mentre le tensioni internazionali fanno temere nuovi rincari. In vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo, un gruppo di ventuno leader ha partecipato a un confronto promosso dall’Italia per discutere possibili interventi sul mercato.
L’iniziativa arriva a meno di un mese dal precedente confronto sulla competitività europea e segna il ritorno di un coordinamento tra Italia, Germania e Belgio. I tre Paesi hanno promosso una videocall tra leader europei con l’obiettivo di affrontare il tema dell’energia, diventato ancora più urgente dopo lo scoppio della guerra tra Iran e Medio Oriente. Il nuovo scenario geopolitico rischia infatti di incidere sui prezzi di petrolio e gas, con effetti diretti sull’economia europea e sulla capacità competitiva delle imprese.
Ventuno leader coinvolti nel confronto europeo
La riunione è stata promossa dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni insieme al cancelliere tedesco Friedrich Merz e al primo ministro belga Bart De Wever. Il confronto si è svolto nel tardo pomeriggio di ieri ed è stato organizzato in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo.
Palazzo Chigi ha reso noto che alla videocall hanno partecipato ventuno leader. Oltre ai tre Paesi promotori e alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, erano collegati Austria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Spagna, Slovenia, Svezia e Slovacchia.
Rispetto alla precedente riunione emergono due novità significative. La prima riguarda la presenza del premier spagnolo Pedro Sanchez, che il mese scorso non aveva nascosto il proprio dissenso per il mancato invito.
La seconda è l’assenza del presidente francese Emmanuel Macron. Fonti diplomatiche francesi hanno spiegato che il capo dell’Eliseo era impegnato nella stessa giornata nel secondo summit internazionale sul nucleare civile, iniziativa alla quale ha preso parte anche il ministro Gilberto Pichetto Fratin. Durante quel vertice la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha osservato che per l’Unione europea è stato «un errore strategico per l’Ue voltare le spalle al nucleare».
Il nodo del sistema Ets nel dibattito europeo
Nel corso della videocall Giorgia Meloni ha ribadito la posizione del governo italiano sul sistema Ets, il meccanismo europeo di scambio delle quote di emissione di carbonio. Ai leader europei la presidente del Consiglio ha sottolineato la necessità di «una sospensione temporanea del sistema Ets sulla produzione di energia, in attesa di una rapida e più ampia revisione del meccanismo».
Secondo l’esecutivo italiano, il sistema di tassazione del carbonio e la volatilità delle quote rischiano di penalizzare la competitività industriale europea, rendendo più difficile il rilancio economico in una fase segnata da tensioni geopolitiche e rincari energetici.
Le diverse posizioni tra i governi europei
La proposta non trova però consenso unanime tra i governi dell’Unione. Madrid mantiene una posizione diversa e anche tra alcuni Paesi del Nord Europa emergono perplessità. Il primo ministro svedese Ulf Kristersson ha sottolineato che «bisogna ridurre i prezzi di elettricità e carburanti, difendendo al contempo le chiare ambizioni climatiche dell’Ue».
Il sistema Ets rappresenta inoltre uno dei possibili punti di incompatibilità tra il recente decreto bollette del governo italiano e le norme comunitarie. In diversi ambienti europei si ricorda infatti il ruolo del meccanismo nel sostenere la transizione energetica e favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Su questo punto è intervenuta anche la vicepresidente della Commissione europea Teresa Ribera, che ha avvertito: «Una revisione dell’Ets è già prevista, abolirlo sarebbe un enorme errore».




