Le parole di 3 infermieri raccolte dal pm
È nelle testimonianze raccolte dagli inquirenti che si ricostruiscono le fasi concitate dell’arrivo del cuore destinato a Domenico, proveniente da Bolzano. Agli atti dell’indagine sulla morte del bambino, deceduto al Monaldi due mesi dopo il trapianto di un cuore risultato danneggiato, compaiono le dichiarazioni di tre infermieri presenti in sala operatoria. A riportarne il contenuto è la Repubblica, che dà conto dei verbali acquisiti dai pubblici ministeri.
Secondo quanto riferito, una volta aperto il cestello che trasportava l’organo, il cuore appariva trasformato in un pezzo di ghiaccio. Da qui i tentativi messi in atto dagli operatori sanitari. «Provammo a scongelare il cuore con acqua fredda, poi tiepida, infine calda», hanno messo a verbale gli infermieri, descrivendo le operazioni compiute nel tentativo di riportare l’organo a condizioni idonee al trapianto.
In quel contesto, riferiscono ancora gli atti, intervenne la scelta del cardiochirurgo Guido Oppido che, «per assenza di alternative», decise di procedere comunque al trapianto. Una decisione ritenuta inevitabile alla luce della situazione che si era venuta a creare in sala operatoria.
Le testimonianze dei tre infermieri aprono così un ulteriore squarcio sulle ore drammatiche del 23 dicembre scorso, quando si consumò l’intervento destinato a segnare il destino di Domenico, morto due mesi dopo. L’inchiesta della magistratura punta ora a chiarire ogni passaggio di quella catena di eventi, a partire dalle condizioni dell’organo giunto da Bolzano fino alle scelte cliniche adottate in sala.




