Calenda affonda il centrosinistra: «Destinato a una sconfitta elettorale clamorosa»

Il leader di Azione: «Nel Campo largo è Conte a dettare la linea»

Conte decide, Schlein non ha un programma e Renzi aspetta che qualcuno lo informi. Carlo Calenda descrive senza riguardi gli equilibri del Campo largo e prevede una batosta elettorale per la coalizione di centrosinistra. Il leader di Azione, intervistato dal Corriere della Sera, attacca il progetto politico di Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, soffermandosi soprattutto sul ruolo dominante attribuito a Giuseppe Conte e sul trattamento riservato ai centristi.

«Penso che il Campo largo sia destinato ad una sconfitta elettorale clamorosa. E dico che sinceramente non capisco come Matteo (Renzi, ndr.) non si senta umiliato. Non lo invitano ai vertici, non lo fanno partecipare alle telefonate», afferma Calenda. Poi l’affondo sul perimetro della coalizione: «Poi dicono allarghiamo anche ai cespugli di centro, Onorato, Ruffini, Magi e Renzi, così dopo magari glielo diciamo pure a loro che bisogna fare. E si andrà avanti così fino a febbraio a meno che Meloni non acceleri il processo elettorale».

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Alla domanda se sia Giuseppe Conte a dettare la linea del Campo largo, Calenda risponde: «Ma è chiaro. Innanzitutto perché è l’unico che ha un programma, folle perché rilancia il reddito di cittadinanza, chiede di interrompere ogni sostegno all’Ucraina, ha delle proposte deliranti sull’energia, ma ce l’ha. Il Pd no». Il leader di Azione mette quindi in discussione il ruolo di Matteo Renzi nella coalizione: «E io non capisco come potrà mai il centro trovarsi d’accordo con quello che scrive Conte o che scrivono Fratoianni e Bonelli. Perciò è chiaro che il centro sta lì per maquillage e per legittime ambizioni di tornare in Parlamento».

Una lista di centro decisiva dopo le elezioni

Calenda indica una strada diversa: «C’è bisogno di una lista di centro che dopo le elezioni diventi decisiva per la realizzazione del nuovo governo. Se nessuno prende il 42 per cento, e con quattro poli può accadere, possiamo esserlo». Le critiche investono poi entrambi gli schieramenti: «Non siamo mai arrivati così in basso: la destra candida Cateno De Luca che annuncia la data delle elezioni indipendentemente da Mattarella, gli altri danno un senatore a Rifondazione comunista che va in tv delirando sul sostegno ad Hamas e Putin».

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Calenda si sofferma anche sulle difficoltà del governo Meloni: «Il carovita continua ad aumentare e lei non ha alcuna risorsa per intervenire, la manovra che si profila è la più debole degli ultimi anni, tanto che la si ricorda solo per le targhe personalizzate, perché non c’è molto altro». Infine, il tema delle manifestazioni e l’ipotesi di elezioni anticipate: «Se continueranno tutte le settimane sarà la dimostrazione che Meloni, nonostante tutti quei decreti, non sa garantire la sicurezza. Quindi la situazione è tale che lei potrebbe avere tutte le intenzioni di andare prima possibile alle elezioni».

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