Miracolo nel centrosinistra: Pd, M5S e Avs trovano l’accordo almeno sulle date

Restano tanti nodi da sciogliere, troppo presto per festeggiare

Per ora, nel centrosinistra, il miracolo è scritto sul calendario. Dopo settimane di discussioni, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni hanno trovato un’intesa sulle tappe del percorso che dovrebbe portare alla costruzione di un’alleanza che vorrebbe essere un’alternativa al governo Meloni. Il programma comune dovrà essere definito entro novembre, mentre le primarie per scegliere la leadership della coalizione si terranno entro febbraio 2027. L’accordo, raggiunto ieri, riguarda però le scadenze, non i contenuti politici: quelli restano ancora tutti da mettere insieme, tra posizioni differenti e questioni tutt’altro che secondarie.

La tabella di marcia, concordata al termine di una videoconferenza durata circa tre ore, prevede l’avvio dei tavoli programmatici dalla prossima settimana e una manifestazione nazionale a dicembre contro la manovra del Governo. Ogni partito individuerà i propri delegati al tavolo, mentre ai leader spetterà trovare l’intesa conclusiva. Una decisione condivisa che consente a Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra di presentarsi con un percorso comune. Ma fissare una data è certamente meno impegnativo che mettersi d’accordo su cosa fare una volta arrivati al governo.

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Nella nota congiunta, i quattro leader hanno stabilito che «parteciperanno ai tavoli le forze di opposizione rappresentate in Parlamento che condividono l’urgenza di costruire un’alternativa di Governo alla destra». Una formulazione che apre il confronto ad altre formazioni politiche, senza però definire completamente il perimetro della futura coalizione.

Renzi nel campo largo: Conte frena, Italia Viva rivendica il posto

Matteo Renzi non ha perso tempo a rivendicare il significato dell’apertura. «Oggi viene certificato il perimetro della coalizione e Italia Viva c’è», ha dichiarato a La Stampa. L’ex presidente del Consiglio considera quindi superata la questione della partecipazione del suo partito, indicando Maria Elena Boschi e Raffaella Paita come rappresentanti al confronto programmatico. Giuseppe Conte, però, continua a esprimere riserve sull’alleanza. In un’intervista contenuta nell’ultimo libro di Bruno Vespa, il leader del Movimento 5 Stelle ha avvertito che la presenza di Renzi potrebbe allontanare una parte dell’elettorato pentastellato.

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E anche tra le forze centriste non mancano le differenze. Più Europa di Riccardo Magi e Più Uno di Ernesto Maria Ruffini e Franco Gabrielli lavorano a una possibile federazione, mentre Alessandro Onorato, alla guida di Progetto Civico Italia, preferisce mantenere distinte le formazioni. «Credo che andare divisi potrebbe essere una soluzione per arricchire e portare più consenso al centrosinistra. Unirsi, fare un’ammucchiata, rischia di farci perdere le nostre specificità», ha osservato.

Rifondazione Comunista, il caso Crisanti e le polemiche su Hamas

Rifondazione Comunista è diventata un ulteriore caso politico. Il Pd ha favorito la costituzione di una componente parlamentare riconducibile alla formazione di Acerbo attraverso il passaggio del senatore Andrea Crisanti al Gruppo Misto. Un’operazione che agevola il partito nella raccolta delle firme necessarie alla presentazione delle liste elettorali e per la quale Acerbo ha ringraziato Schlein.

L’iniziativa ha però provocato tensioni tra i democratici, anche per alcune dichiarazioni del segretario comunista su Hamas e sull’esaltazione del 7 ottobre, che secondo Acerbo non costituirebbero reato. Pur precisando di non condividere quelle posizioni, ha suscitato reazioni critiche nel centrosinistra. Il senatore del Pd Filippo Sensi ha commentato: «Gli abbiamo pure prestato un senatore a questo fenomeno». Anche Angelo Bonelli ha preso le distanze dalle manifestazioni di sostegno a Hamas e da Rifondazione.

Il paradosso è che Rifondazione dispone ora di una componente parlamentare e, almeno formalmente, soddisfa il criterio indicato per partecipare ai tavoli. Eppure, il partito di Acerbo dovrebbe restare escluso dal confronto programmatico: la rappresentanza ottenuta al Senato sarebbe infatti finalizzata soltanto ad agevolare la presentazione delle liste. Dal campo largo arriva dunque un segnale chiaro: il prestito di un senatore non garantisce automaticamente un posto nella coalizione. Acerbo, dal canto suo, ha già rivolto un avvertimento al campo largo: «Non pensi di avere già in tasca i voti di chi sciopera e manifesta». Insomma, non è ancora entrato nella coalizione e già batte i piedi.

Ucraina, patrimoniale e primarie: le altre divisioni

Il problema degli alleati è soltanto una delle difficoltà da affrontare. Tra le questioni più delicate c’è l’Ucraina. Il Pd ha sostenuto la prosecuzione degli aiuti militari a Kiev, mentre il Movimento 5 Stelle ha contestato l’invio di nuove armi, insistendo sulla via diplomatica. Anche Alleanza Verdi e Sinistra si è opposta alla prosecuzione delle forniture. Il richiamo alla pace può mettere tutti d’accordo, ma non risolve le differenze sulle decisioni concrete da assumere.

Le distanze emergono anche sul terreno economico. Avs sostiene l’introduzione di una patrimoniale sui grandi patrimoni, proposta sulla quale non esiste un’intesa complessiva. I partiti dovranno confrontarsi sulle misure fiscali, sulle coperture finanziarie e sulle priorità del programma. L’eventuale allargamento ai centristi e Rifondazione aggiungerebbe ulteriori posizioni da conciliare.

E poi ci sono le primarie. I leader hanno stabilito che dovranno svolgersi entro febbraio, ma non ne hanno ancora approvato le regole. Restano da definire le modalità di voto, l’eventuale doppio turno, le condizioni di partecipazione e le candidature. Questioni tutt’altro che marginali, dalle quali dipenderà la scelta della leadership. Il calendario concordato ieri rappresenta dunque un primo passaggio, non la conclusione delle trattative. Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni sono riusciti a mettersi d’accordo sulle scadenze. Per costruire un programma comune servirà qualcosa di più impegnativo di una data cerchiata sul calendario.

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