Chi l’avrebbe detto: il museo più antico e solenne di Napoli, quello con le statue romane e gli affreschi pompeiani, è diventato il luogo più frequentato dai giovani nelle sere di fine estate. Si chiama MANNight ed è il ciclo di aperture serali del Museo Archeologico Nazionale di Napoli che sta trasformando i weekend culturali della città, portando migliaia di ragazzi a varcare le soglie di un’istituzione che fino a poco tempo fa associavano più alle gite scolastiche che alla movida.
Un format nato dalla fusione tra archeologia e linguaggi contemporanei
L’iniziativa, partita il 3 settembre e in programma fino al 22 ottobre, prevede otto aperture straordinarie in cui il museo resta accessibile fino alle 23:30, con ultimo ingresso alle 22:30. Il titolo scelto per il progetto, “Aperture Straordinarie. Il futuro incontra il passato”, racconta bene lo spirito dell’operazione: reperti millenari e installazioni digitali convivono nello stesso spazio, percussioni tribali e quartetti d’archi si alternano nelle stesse sale dove normalmente si osservano vasi e sculture in silenzio.
Il programma, commissionato dal MANN alla compagnia teatrale Casa del Contemporaneo in collaborazione con La Santissima Community Hub, mette in scena un percorso itinerante fatto di dj set, coreografie, bodypainting e opere digitali che il pubblico stesso contribuisce a creare. Non si tratta di una semplice visita guidata in notturna: i visitatori possono diventare modelli per sessioni di bodypainting ispirate alle collezioni del museo, o partecipare alla costruzione di opere multimediali che trasformano gesti e parole in immagini e suoni.
Numeri in crescita serata dopo serata
Se il primo appuntamento aveva radunato circa 550 persone, la crescita è stata rapida e costante: alla seconda serata i partecipanti sono saliti a 1.300, per poi superare quota 1.500 alla terza. L’ultimo appuntamento, quello di giovedì 17 settembre, ha fatto segnare quasi 1.600 ingressi, un dato che conferma come le MANNight siano ormai uno degli appuntamenti più attesi del calendario culturale partenopeo di settembre. Una crescita talmente rapida da spingere la direzione del museo a interrogarsi sulla gestione della capienza e sul flusso degli ingressi. Il pubblico, infatti, una volta dentro, fatica ad andare via (come raccontato dallo staff, ndr).
La visione del direttore: “Il museo deve parlare tante lingue”
Dietro il successo dell’iniziativa c’è una scelta precisa da parte della direzione del museo, guidata da Francesco Sirano. Il concetto di fondo è che un’istituzione culturale come il MANN non possa più rivolgersi soltanto a un pubblico specialistico o abituale, ma debba trovare il modo di dialogare anche con chi non ha mai varcato la soglia di un museo archeologico. Per questo motivo, sale con reperti di duemila anni fa hanno iniziato a ospitare artisti, performer, musicisti, danzatori e professionisti delle arti digitali, chiamati a lavorare insieme al personale del museo per costruire un’esperienza capace di partire dalle collezioni permanenti senza restarne prigioniera.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Il calendario delle aperture serali proseguirà nelle settimane successive, con un appuntamento speciale il 26 settembre in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, per poi continuare a ottobre. Il museo, nel frattempo, si prepara anche a una stagione di riaperture importanti, tra cui quella della Villa dei Papiri, del Mosaico di Alessandro restaurato e della Collezione Farnese, confermandosi tra i poli museali più dinamici d’Europa, capace di attrarre pubblici diversi con linguaggi diversi, senza perdere il legame con la propria identità archeologica.




