Clan Angelino, droga a credito e conti il venerdì: il sistema delle piazze

Compensi da 10mila a 20mila euro per il controllo del territorio

Ogni lunedì arrivavano i carichi di droga, entro il venerdì bisognava saldare il conto. Dietro le piazze di spaccio di Caivano emerge, secondo gli atti dell’inchiesta, un’organizzazione strutturata con regole, investimenti e uomini pagati per il controllo del territorio. Le indagini, avviate nel 2021 e proseguite fino al luglio 2025, sono confluite nella corposa ordinanza di custodia cautelare, oltre 1.100 pagine firmate dal gip del tribunale di Napoli Lucia De Micco, che ha portato all’emissione di provvedimenti nei confronti di 34 soggetti: 23 in carcere e undici ai domiciliari. Sono accusati a vario titolo di far parte di un gruppo criminale che, secondo gli inquirenti, farebbe capo al clan Angelino, operante tra Caivano e Casoria.

A eseguire i provvedimenti, ieri, sono stati i carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna e delle sezioni operative delle compagnie di Caivano e Casoria. Nell’inchiesta avrebbero avuto un ruolo determinante anche alcuni collaboratori di giustizia, dalle cui indicazioni sono emersi particolari sull’organizzazione delle piazze, sui rapporti interni e sulla disponibilità di ingenti somme di denaro.

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I 3,2 milioni nascosti nei muri

Uno dei ritrovamenti più rilevanti avviene durante la perquisizione nell’abitazione, nel quartiere Bronx di Caivano, di un uomo ritenuto tra i vertici del gruppo. I militari trovano complessivamente 3 milioni e 200mila euro in contanti occultati in diversi nascondigli, anche con l’ausilio di sistemi elettronici. Parte del denaro è letteralmente tumulata nelle mura: servono numerose martellate per sgretolare il nascondiglio e recuperare le banconote da 50 euro, incellophanate e sistemate con ordine, poi portate via all’interno di secchi di plastica. Nella stessa occasione vengono rinvenuti anche undici orologi di gran lusso, per un valore complessivo superiore a 127mila euro.

Secondo quanto emerge dagli atti, il denaro sarebbe riconducibile ai proventi delle piazze di spaccio, organizzate con modalità che ricordano quelle di un’attività commerciale. I rifornimenti di stupefacenti arrivavano ogni lunedì e dovevano essere pagati entro il venerdì successivo. Non sarebbero mancati neppure gli investimenti: i collaboratori di giustizia riferiscono dell’acquisto di Rolex che venivano poi mostrati sui social per «dimostrare la forza» dell’organizzazione.

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Le «professionalità» pagate fino a 20mila euro

Anche il controllo del territorio, secondo le ricostruzioni contenute nell’ordinanza, sarebbe stato affidato a specifiche «professionalità» che lavoravano in esclusiva per il clan, con compensi mensili compresi tra 10mila e 20mila euro. Una figura indicata dai collaboratori di giustizia avrebbe inoltre avuto il compito di autorizzare i rifornimenti di cocaina destinati alle diverse piazze di Caivano.

La gestione dello spaccio, nella maggioranza dei casi, sarebbe rimasta invece a «livello familiare», una scelta finalizzata a evitare il coinvolgimento di persone estranee e quindi considerate potenzialmente pericolose per l’organizzazione. Un sistema chiuso che, secondo le risultanze investigative, puntava a mantenere sotto controllo sia gli affari sia gli uomini impiegati nelle diverse attività.

Il delitto di Antonio Natale e gli equilibri del Parco Verde

Tra i passaggi ricostruiti nell’inchiesta figurano anche i momenti successivi alla morte di Antonio Natale, il giovane ucciso con diversi colpi di arma da fuoco e il cui corpo senza vita fu ritrovato settimane dopo la scomparsa. Secondo il lavoro investigativo, il gruppo colpito dai provvedimenti sarebbe riuscito anche a contrastare la volontà di qualcuno di far convergere nuovamente le piazze di spaccio nel Parco Verde.

È all’interno di questo quadro che le oltre 1.100 pagine dell’ordinanza ricostruiscono struttura, meccanismi e disponibilità economiche del gruppo: dai carichi settimanali di stupefacenti alle scadenze per i pagamenti, dalla gestione familiare delle piazze agli uomini remunerati per il controllo del territorio, fino ai milioni di euro occultati nelle mura di un’abitazione.

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