Aeroporto di Grazzanise, Cerreto sfida Fico: «Avanti anche senza la Regione, si farà»

Il deputato a ilSud24: «Caserta non tornerà ai margini»

«Noi non ci fermiamo. A settembre partiremo con i tavoli istituzionali propedeutici alla certificazione dell’aeroporto insieme a Enac ed Enav. Se la Regione Campania non vorrà partecipare ce ne faremo una ragione, ma il progetto andrà avanti lo stesso». Marco Cerreto sceglie la linea dello scontro frontale con Roberto Fico dopo le dichiarazioni del presidente della Regione Campania sul futuro dell’aeroporto di Grazzanise.

Per il deputato di Fratelli d’Italia, infatti, la prudenza mostrata dal governatore non rappresenta una semplice richiesta di ulteriori approfondimenti tecnici, ma il rischio concreto di bloccare un’infrastruttura che il Governo Meloni considera strategica per lo sviluppo della provincia di Caserta e dell’intero sistema aeroportuale campano.

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L’esponente di FdI rivendica il percorso già compiuto con i ministeri della Difesa e delle Infrastrutture, culminato con l’inserimento dello scalo casertano nel Piano nazionale degli aeroporti come infrastruttura dual use, destinata cioè a mantenere la funzione militare aprendosi anche al traffico civile e commerciale.

«È stato un lavoro lungo, – ha spiegato in un’intervista a ilSud24.it – fatto di sopralluoghi, confronti con l’Aeronautica militare, verifiche sugli spazi disponibili e sulle infrastrutture necessarie. Non è una proposta nata oggi, ma il risultato di anni di lavoro sul territorio».

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«Capodichino va potenziato, ma non basta»

Cerreto non contesta la scelta della Regione di investire sull’espansione di Capodichino, destinato nelle intenzioni di Palazzo Santa Lucia a raggiungere 17 milioni di passeggeri attraverso un secondo terminal e nuove rotte intercontinentali. «Capodichino resta il principale aeroporto della Campania e nessuno mette in discussione la sua centralità. Il turismo cresce e questo è un dato positivo», afferma Cerreto. Ma, secondo il parlamentare, proprio la crescita del traffico dimostra che lo scalo napoletano non può continuare ad assorbire da solo lo sviluppo aeroportuale della Regione.

«Napoli oggi è praticamente satura. – evidenzia – Gestisce un flusso enorme di passeggeri e difficilmente potrà trasformarsi anche in un grande hub commerciale dedicato al cargo. L’aeroporto di Salerno è una realtà, ma tende sostanzialmente ad essere anche un punto di sfogo rispetto al turismo soprattutto low cost di Napoli e serve ovviamente alla fascia turistica che guarda verso la costiera Amalfitana e la costiera Sorrentina. Su Grazzanise c’è tutto un altro ragionamento, deve avere una funzione diversa e complementare».

Per Cerreto, infatti, il progetto non nasce principalmente per sottrarre traffico passeggeri a Capodichino, ma per creare una piattaforma logistica capace di sostenere il sistema produttivo della Campania. «Parliamo di trasporto merci, retro-logistica, grandi piattaforme commerciali, collegamenti con l’interporto di Maddaloni-Marcianise e con una delle aree industriali più importanti del Mezzogiorno. È questa la vera vocazione di Grazzanise perché in Campania non esiste un grande scalo commerciale e quindi su questo lascia sgomenti la presa di posizione di Fico».

«Fiumicino è vicino? Mi viene da sorridere»

Le parole di Fico in Commissione Bilancio del Consiglio Comunale sulla vicinanza tra Grazzanise e Fiumicino sono tra i passaggi che Cerreto contesta con maggiore durezza.  «Mi fa sorridere – dichiara Cerreto – sentire parlare di vicinanza quando tra i due aeroporti ci sono circa 175 chilometri. Oggi i sistemi logistici competono tra loro. Nessuno può immaginare che un’impresa della Campania debba fare riferimento a Fiumicino per sviluppare il traffico commerciale».

Ancora più netta la contrapposizione con Capodichino. «L’aeroporto di Napoli – prosegue – oggi opera sopra una città densamente abitata. Gli aerei decollano e atterrano sorvolando circa 150 mila persone. Grazzanise, invece, dispone di ampie aree agricole e nasce in un contesto completamente diverso. Sono due realtà che non possono essere paragonate».

Secondo il deputato, proprio questa differenza rende possibile uno sviluppo che a Capodichino sarebbe ormai difficilmente realizzabile. «Col tempo – sottolinea – Grazzanise potrà anche ospitare collegamenti intercontinentali. Sarebbe un salto di qualità enorme per l’intera Campania».

«Così Caserta torna fuori dall’agenda regionale»

Lo scontro, però, è soprattutto politico. Per Cerreto, la posizione della Regione ripropone una visione che penalizza ancora una volta la provincia di Caserta. «Questa impostazione – sottolinea ancora il deputato di FdI – ci riporta agli anni in cui Caserta era completamente ai margini della programmazione regionale: a quando De Luca voleva di fatto cancellare la provincia di Caserta. Per lui e per Bassolino la provincia di Caserta dovevano essere, forse, solo luoghi idonei allo sversamento dei rifiuti e delle ecoballe».

«Attualmente – spiega – è una realtà completamente diversa. Oggi a Caserta abbiamo l’interporto più grande della Regione, quello di Maddaloni – Marcianise, una delle maggiori aree industriali del Sud e un territorio, Marcianise – Gricignano – Teverola, che avrebbe tutto l’interesse a rafforzare la propria vocazione logistica. Rinunciare a Grazzanise significa rinunciare a una parte dello sviluppo della Campania».

Da qui anche l’affondo contro la maggioranza di centrosinistra eletta nel Casertano. «Colpisce il silenzio dei consiglieri regionali della provincia di Caserta. – aggiunge ancora Cerreto – Rimaniamo sbigottiti dal loro comportamento. In passato sostenevano questo progetto, oggi nessuno ha preso posizione dopo le parole del presidente della Regione. Da Gennaro Oliviero a scendere. Nessuno si è espresso. Questo purtroppo la dice lunga sulla classe dirigente di maggioranza dei consiglieri regionali di centro-sinistra eletti in provincia di Caserta».

Il deputato precisa di non essere contrario ad approfondimenti tecnici, ma sostiene che il lavoro istruttorio sia già ampiamente avanzato. «Gli studi esistono da anni. Li hanno fatti la Regione, la Provincia, il Comune di Grazzanise. Continuare a dire che bisogna ancora capire se il progetto sia fattibile significa rinviare una scelta politica. Poi qualsiasi approfondimento tecnico richiesto è legittimo».

È da questa convinzione che nasce la decisione di procedere comunque. Nel comunicato diffuso dopo le dichiarazioni di Fico, Cerreto accusa il governatore di voler far prevalere ancora una volta «il partito del No» e assicura che Fratelli d’Italia non arretrerà. «Siamo a un passo da un’infrastruttura capace di cambiare il destino economico e sociale della provincia di Caserta – conclude – e impediremo che venga fermata. Ci auguriamo che questa battaglia diventi quella dell’intera classe dirigente campana, non soltanto del centrodestra».

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