Circumvesuviana, autorizzato il primo treno nuovo: Eav prepara il debutto in servizio

Via libera al convoglio Stadler

La Circumvesuviana si avvicina al debutto dei nuovi convogli: il primo treno ha ricevuto l’autorizzazione all’immissione in servizio e potrà circolare a breve sulla rete vesuviana. Il passaggio è stato comunicato dall’Ente Autonomo Volturno, dopo il via libera ottenuto da Stadler per il primo dei convogli realizzati la partecipata regionale. Una tappa attesa, arrivata al termine di un percorso tecnico e amministrativo durato circa venti mesi, tra verifiche documentali e prove sull’infrastruttura ferroviaria.

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Per Eav il risultato segna una svolta nel rinnovo della flotta della Vesuviana: «Un risultato storico. Sofferto ma che apre uno scenario di ottimismo. Nelle prossime settimane finalmente vedremo circolare il primo treno nuovo tanto atteso». Il convoglio autorizzato non è un mezzo standard adattato alla rete, ma un treno costruito sulle caratteristiche dell’infrastruttura vesuviana. È un modello “Taylor made”, progettato per funzionare sia con l’attuale segnalamento ferroviario sia con l’Etcs, il sistema più avanzato in corso di realizzazione da parte di Alstom.

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Gli altri convogli

La novità arriva mentre prosegue la consegna dei mezzi destinati alla rete. Ieri è arrivato a Napoli anche il dodicesimo treno. Per Eav, il nodo più difficile «era avere l’autorizzazione all’immissione in servizio per il primo, ora il percorso si semplifica».

Secondo le previsioni dell’azienda, entro dicembre tutti e dodici i nuovi convogli dovrebbero essere in esercizio. Il cronoprogramma indicato da Stadler prevede poi un ulteriore salto: entro il 2027 i treni dovrebbero diventare 46.

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Eav ringrazia Ansfisa e i lavoratori delle imprese coinvolte, tra cui Eav, Stadler, Certifer, Hitachi e Rina. Il progetto, afferma la partecipata, è una delle operazioni ingegneristiche più complesse nel trasporto rapido di massa regionale. Il rinnovo del materiale rotabile della Circumvesuviana deve infatti misurarsi con i vincoli storici dello scartamento ridotto, pari a 950 millimetri. L’obiettivo è portare sulla rete livelli più elevati di sicurezza, comfort e digitalizzazione, in linea con gli standard europei e con gli obiettivi del Pnrr.

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