Tra Quarto e Marano riaffiora l’antico eremo di Santa Maria di Pietraspaccata

Il sito religioso sorto nel cuore del Bosco della Salandra

Tra i territori di Marano e Quarto esiste un meraviglioso luogo: l’eremo di Santa Maria di Pietraspaccata, un complesso rupestre che sorge lungo le pendici dei Camaldoli. Per raggiungerlo bisogna attraversare il Bosco della Salandra, in un paesaggio ricco di sentieri e valloni, un’area frequentata dall’uomo già in epoche remote.

Punti Chiave Articolo

Le testimonianze archeologiche rinvenute indicano infatti una presenza umana risalente alla preistoria, mentre in età romana le cavità naturali presenti nel costone tufaceo furono probabilmente integrate in strutture residenziali e utilizzate per attività legate al culto e alla raccolta delle acque. Con il passare del tempo, le grotte assunsero una funzione religiosa: fu proprio qui che eremiti e comunità monastiche trovarono rifugio, trasformando gli ambienti scavati nella roccia in spazi dedicati alla meditazione e alla preghiera.

Pubblicità

Intorno all’eremo è nata anche una delle leggende più belle mai sentite, secondo cui una grande pietra staccatasi dalla parete tufacea avrebbe assunto, durante la caduta, le sembianze della Madonna. Da questo episodio deriverebbero il nome di Pietraspaccata e la venerazione che per lungo tempo accompagnò quella particolare formazione rocciosa, considerata miracolosa dalla popolazione locale.

L’età moderna

Nel corso dell’età moderna il complesso si ingrandì: accanto agli ambienti rupestri furono realizzati nuovi spazi destinati all’accoglienza dei religiosi e dei pellegrini che percorrevano quelle strade e l’area flegrea, facendo diventare l’eremo un piccolo centro di spiritualità. Ancora oggi il sito conserva elementi di grande valore storico e artistico, come cappelle, affreschi di carattere devozionale, il pavimento in maiolica, un vecchio forno in mattoni, scale ricavate nel tufo, locali destinati alla vita quotidiana dei monaci e strutture che testimoniano l’organizzazione dell’antico complesso. Particolarmente significativo è il sistema di raccolta delle acque, che mostra come in passato si riuscisse a sfruttare le risorse naturali del territorio.

Pubblicità

Dopo un lungo periodo di abbandono dell’eremo di Santa Maria di Pietraspaccata, negli ultimi decenni sono stati avviati interventi di recupero e valorizzazione grazie all’impegno di studiosi e associazioni. Il lavoro svolto ha permesso di riportare alla luce parti dell’antico eremo e di restituire attenzione a un bene che rischiava di scomparire insieme a secoli di vita e di storia.

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Cinque «stelline»: giù le mani dalla Costituzione!

È il «Vangelo» degli italiani, non un logo di partito Che strana la vita, a volte succede proprio quello che non t’aspetti. Ha dovuto accorgersene...

Casalesi, otto in carcere: raid e bombe per imporre la fazione Zagaria

Pressioni anche sull’organizzazione di un funerale Raid armati, attentati e pressioni sulle attività economiche per riaffermare la forza del clan. È il quadro dell’inchiesta che...

Ultime notizie

Sicurezza, stretta del governo contro le baby gang: fermo anche per i minori

Nuove misure preventive contro armi e oggetti atti ad offendere Una nuova stretta contro le condotte violente delle bande giovanili entra nel disegno di legge...

Agricoltura, Cerreto (FDI): “campagna Rai su olio racconta patrimonio”

"L'olio extravergine d'oliva italiano è un simbolo della nostra identità, un elemento sacro della civiltà mediterranea, il filo che da secoli unisce famiglie, territori...

Tragedia a Scampia, 12enne precipita dal decimo piano e muore

Dramma nel complesso popolare dei Sette Palazzi È precipitata dal decimo piano di un palazzo e non ha avuto scampo: una ragazzina di 12 anni...