Con il tour 2026 riporta la sua energia negli stadi
Luciano Ligabue cresce a Correggio tra lavori popolari e una radio locale, scrive «Cento lampioni» nel 1978 e nel 1986 fonda gli Orazero, che si fanno notare con «Sogni di rock ’n’ roll», «Anime in plexiglass», «Bar Mario» e «Figlio d’un cane». Il salto arriva nel 1988 con il 45 giri «Anime in plexiglass/Bar Mario»; durante il concorso musicale «Terremoto Rock», Bertoli vede lontano e scopre Luciano, incide due suoi brani e lo porta da Angelo Carrara.
Da qui nasce il disco «Ligabue», con i ClanDestino, il suo nuovo gruppo, con cui è presente al Festivalbar con «Balliamo sul mondo», procedendo poi con il «Neverending Tour». Nel 1991 pubblica il secondo album, «Lambrusco coltelli rose & pop corn», con i singoli «Libera nos a malo» e «Urlando contro il cielo», poi Montreux, Club Tenco, l’omaggio a Vysockij e il primo raduno fan del 1992 con Zucchero.
Seguono il disco più cupo, «Sopravvissuti e sopravviventi» (1993), che vedrà anche la fine del rapporto con i ClanDestino e con il produttore. La ripartenza avviene con il quarto album, «A che ora è la fine del mondo?», e la nascita dell’etichetta discografica «Mescal» (1994). Il 1995 è l’esplosione con «Buon compleanno Elvis» e brani come «Vivo, morto o X», «Hai un momento, Dio?», «Leggero» e «Certe notti», premi e oltre 1,2 milioni di copie. Nel 1996 porta «Certe notti» al «Pavarotti & Friends» e torna a Montreux con Mick Taylor; nel 1997 pubblica «Su e giù da un palco», primo live italiano sopra il milione di copie, e inaugura il suo primo tour negli stadi.
Radiofreccia, riconoscimenti e impegno civile
Tra il 1998 e i primi anni Duemila, Ligabue passa dal cinema all’impegno civile senza mollare il rock: firma la colonna sonora del suo primo film da regista, «Radiofreccia», con «Ho perso le parole», «Metti in circolo il tuo amore» e «Siamo in onda», affiancato da un secondo disco omaggio ai suoi miti: Bowie, Iggy Pop, Lou Reed, Dylan e Neil Young.
Nel 1999 pubblica il singolo «Il mio nome è mai più» con Jovanotti e Pelù e il sesto disco, «Miss Mondo», da cui spiccano «Una vita da mediano», «Si viene e si va» e «Almeno credo», mentre porta «L’odore del sesso» agli «MTV Europe Music Awards». Nel 2000 scrive con Guccini «Ho ancora la forza» (Targa Tenco), vince Telegatto e Lunezia e canta in sardo con i Tenores di Neoneli.
Nel 2002 torna al rock diretto con «Fuori come va?», settimo album, trainato da «Tutti vogliono viaggiare in prima», «Questa è la mia vita» ed «Eri bellissima», che gli valgono la vittoria al Festivalbar e tre «Italian Music Awards». Nel 2003 porta il repertorio in teatro e pubblica «Giro d’Italia», live semiacustico con Mauro Pagani e D.Rad, premiato con il Ciampi come miglior album dell’anno.
Nel 2005 arriva il primo Campovolo: 165mila persone, quattro palchi, tre ore di musica e le scuse per i problemi audio. Da lì nasce «Nome e cognome», album con brani pronti a diventare tutti enormi successi e che gli porta Festivalbar e la campagna Vodafone. Nel 2006 parte il tour in quattro atti: club, palazzetti, stadi e teatri, documentato nel cofanetto di 5 dvd. Canta alle Paralimpiadi, dirige per Elisa «Gli ostacoli del cuore» e conquista il suo secondo Premio Ciampi.
Campovolo 2.011, il film 3D e «Ora e allora»
Dal 2007 Ligabue torna nei palasport con il tour «ElleSette» tra Roma e Milano e apre la strada al best of «Primo tempo», album primo nelle classifiche con 16 successi precedenti più due inediti. Nel 2008 riparte dai club europei con la band rinnovata da Corrado Rustici, poi passa agli stadi con il nuovo tour «ElleElle» e all’Arena di Verona con un’orchestra di 70 elementi, da cui nasce «Sette notti in Arena». Nel 2009 replica Verona con dieci date e oltre 140mila spettatori, mentre pubblica la seconda raccolta, «Secondo tempo». Nel 2010 arriva «Arrivederci, mostro!», nuovo album anticipato dal Liga Day, subito in vetta e seguito da tour negli stadi, cofanetto acustico e tournée teatrale.
Nel 2011 chiude il cerchio con «Campovolo 2.0», ridisegnato per 117mila persone: da lì nascono «Campovolo 2.011», il film 3D e «Ora e allora». Nel 2012 è in prima linea per l’Emilia con «Concerto per l’Emilia» e «Italia Loves Emilia» e torna in tour con brani rarissimi. Nel 2013 pubblica «Mondovisione» (sette platini) e un tour tra piccole città e stadi sold out; nel 2014 compone tre brani per il Palazzo dei Musei e duetta con De Gregori in «Alice». Nel 2015 arriva «Giro del mondo», live con quattro inediti, e chiude l’estate alla «Notte della Taranta» con Phil Manzanera e un ensemble internazionale.
Nuovi dischi, ritorni in Europa e «Certe notti Tour 2026»
Negli anni successivi, Ligabue attraversa stadi, teatri e anniversari: festeggia i 25 anni a Campovolo davanti a 151mila persone, sposta l’energia a Monza con «Liga Rock Park», anticipa «Made in Italy» — poi film con Accorsi e Smutniak — e torna nei palasport dopo lo stop alle corde vocali. Pubblica «Start», poi durante la pandemia l’album «7» e il cofanetto «77+7», e nel 2022 inaugura la nuova location RCF Arena con «30 anni in un giorno» (103mila spettatori). Seguono collaborazioni, sette serate a Verona e il ritorno in Europa nel 2023. Nel giorno del compleanno annuncia un tour nei teatri lirici, poi spostato all’autunno: 31 città senza raddoppi, doppia data zero a Correggio, finale a Milano e, per la prima volta, il figlio Lenny alla batteria.
Prima del tour svela due eventi del 2025: «La notte di Certe notti» alla RCF Arena (21 giugno) e una seconda data alla Reggia di Caserta (6 settembre), con cofanetto celebrativo, album tributo «Buon compleanno Elvis – Covered» e 137mila spettatori complessivi, entrambi con il Liga Village. Nel 2026 torna in tv a «Taratata» dalla ChorusLife Arena di Bergamo e rimette in moto «Certe notti 2026»: club europei — Barcellona, Madrid, Parigi, Londra, Utrecht, Bruxelles, Lussemburgo e Zurigo —, stadi di Bibione, Roma, Torino e San Siro, poi quattordici palasport dall’Arena di Verona all’Unipol Dome, inaugurata il 6 maggio con «La Prima Notte», ospiti Sangiorgi, Carboni ed Emma e l’anteprima di «Nessuno è di qualcuno», a segnare la nascita di un nuovo polo europeo del live.
Il brano scelto: «Urlando contro il cielo»
«Urlando contro il cielo» nasce da un fatto reale: Ligabue che, schiacciato da un peso improvviso, si stacca dal mondo e lascia esplodere un urlo in mezzo a un campo. Nel brano quel gesto diventa una frattura netta, l’istante in cui la vulnerabilità si ribalta in forza e il silenzio smette di vincere.




