Omicidio Vassallo, il colonnello Cagnazzo diffamato: 100mila euro di risarcimento

Ritenuti diffamatori alcuni passaggi di un servizio de «Le Iene»

Mediaset Rti, Giulio Golia, Dario Vassallo e Massimo Vassallo sono stati condannati in sede civile a risarcire Fabio Cagnazzo. Al centro del procedimento, i servizi televisivi trasmessi nel 2019 sull’omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo.

Il Tribunale civile di Frosinone ha riconosciuto al colonnello dei carabinieri un risarcimento complessivo di 100mila euro, ritenendo diffamatori alcuni passaggi andati in onda nella trasmissione «Le Iene» tra ottobre e novembre di quell’anno. La sentenza, racconta «Repubblica», stabilisce una diversa ripartizione delle somme: il 40 per cento ciascuno a carico di Giulio Golia e di Mediaset Rti, mentre il restante 20 per cento è stato suddiviso tra Dario e Massimo Vassallo, con una quota del 10 per cento ciascuno.

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Nei servizi erano stati intervistati anche i due fratelli del sindaco ucciso. È stata invece esclusa la responsabilità di Francesco Avallone, ex fidanzato della figlia di Angelo Vassallo e assistito dall’avvocato Raffaele De Simone. Le sue dichiarazioni sono state considerate generiche e rese senza la consapevolezza di essere intervistato.

Ricorso in appello

La sentenza sarà impugnata da Dario e Massimo Vassallo. L’avvocato Antonio Ingroia, che assiste i due fratelli, annuncia ricorso in appello: «Mi pare una sentenza incommentabile. Registro però aspetti discutibili, innanzitutto nell’entità stratosferica della somma riconosciuta a titolo di risarcimento, fuori dai range dei normali criteri di valutazione in caso di diffamazione. E poi il diritto di critica vige ancora in questo Paese, i miei due assistiti hanno perso il fratello e hanno espresso le loro valutazioni, senza alcuna invettiva, sui gravissimi depistaggi emersi dalle indagini e dei quali parla anche il giudice nella sentenza di non luogo a procedere di Cagnazzo, pur ritenendo che non vi fosse prova di un’attività depistatoria posta in essere previo concerto con i mandanti del delitto, tale dunque da contestare un concorso nell’omicidio».

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Il proscioglimento di Cagnazzo impugnato dalla Procura

Fabio Cagnazzo era stato prosciolto il 27 marzo scorso in udienza preliminare dall’accusa di concorso nell’omicidio di Angelo Vassallo. La Procura di Salerno ha impugnato la decisione e l’udienza d’appello inizierà il 12 novembre. Il proscioglimento era stato chiesto dagli avvocati Ilaria Criscuolo e Agostino De Caro. Il 19 giugno è stato invece assolto, nel processo celebrato con rito abbreviato, l’ex collaboratore di giustizia Romolo Ridosso.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri del Ros, coordinati dalla pm Elena Guarino, Vassallo sarebbe stato ucciso perché era in procinto di denunciare le complicità legate al traffico di droga che aveva interessato Acciaroli nell’estate del 2010. Il 2 novembre, davanti alla Corte di assise, inizierà il processo nei confronti dell’ex sottufficiale dei carabinieri Lazzaro Cioffi e dell’imprenditore cilentano Giuseppe Cipriano. Entrambi respingono le accuse.

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