L’avviso per servizi e patrimonio librario lascia fuori tanti progetti
Meno di un milione di euro per sostenere le biblioteche, acquistare libri, rinnovare arredi e attrezzature, formare il personale, catalogare i fondi e tutelare, restaurare e digitalizzare il patrimonio librario antico di tutta la Campania. È quanto ha stanziato la Regione per il 2026: 959.500 euro distribuiti tra sei linee di finanziamento.
Una cifra chiamata a coprire ogni necessità del settore nelle cinque province. La cultura viene celebrata come strumento di crescita, inclusione e valorizzazione dei territori, ma quando si passa dalle dichiarazioni alle risorse il quadro cambia: per biblioteche e patrimonio librario dell’intera Campania non si raggiunge neppure il milione di euro.
Sei linee per tutta la Campania
L’avviso annuale, pubblicato alla fine di maggio, consentiva di presentare le domande dal 3 al 22 giugno. Era rivolto alle biblioteche degli enti locali, alle strutture delle amministrazioni pubbliche centrali operanti in Campania e alle istituzioni sociali private.
Per il funzionamento e il potenziamento ordinario sono stati stanziati 814.500 euro: 496.500 per le biblioteche delle amministrazioni locali, appena 18mila per quelle delle amministrazioni centrali e 300mila per le istituzioni sociali private. Le risorse erano destinate ad acquisto di libri, arredi, attrezzature, catalogazione dei fondi moderni e formazione degli addetti.
Altri 145mila euro erano riservati alla tutela, alla catalogazione e alla digitalizzazione del patrimonio antico e di pregio: 35mila euro per le amministrazioni locali, 10mila per quelle centrali e 100mila per le istituzioni sociali private.
Un sistema che premia le biblioteche già strutturate
A formare le graduatorie è stato un gruppo di lavoro nominato dalla Direzione generale regionale per le Politiche culturali e il turismo. Per i progetti ordinari, però, la qualità della proposta poteva valere al massimo 20 punti su 120. Gran parte del punteggio dipendeva dalle condizioni già raggiunte dalla biblioteca: dimensioni degli spazi, ore di apertura, personale, numero di volumi, nuovi acquisti e prestiti effettuati.
Per gli interventi sul patrimonio antico contavano anche il valore culturale, sociale e tecnologico, l’urgenza e la capacità gestionale. Ne deriva un sistema che può favorire le biblioteche già più forti e organizzate, mentre quelle piccole e fragili, che avrebbero maggiore bisogno di sostegno pubblico, rischiano di partire svantaggiate.
Sessantaquattro progetti validi senza fondi
La graduatoria relativa ai 496.500 euro destinati agli enti locali mostra l’insufficienza dello stanziamento. Su 105 progetti giudicati idonei, soltanto i primi 40 sono stati finanziati integralmente. Il quarantunesimo ha ricevuto poco più di 6mila euro sui 15mila richiesti, mentre gli altri 64 sono rimasti senza contributo.
Non erano domande irregolari o prive di qualità: gli uffici regionali le hanno riconosciute come valide, ma non finanziabili per incapienza delle risorse. Tra le strutture escluse figurano la biblioteca Giovanni Buonajuto di Ercolano, la Enzo Aprea di Torre del Greco e la Stelio Maria Martini di Caivano.
Per le altre due linee ordinarie, quella da 18mila euro destinata alle amministrazioni centrali e quella da 300mila riservata alle istituzioni sociali private, le graduatorie non risultano ancora pubblicate nella pagina regionale della procedura.
Briciole per il patrimonio antico
La situazione non migliora per i libri antichi e di pregio. Con i 35mila euro destinati agli enti locali sono stati finanziati integralmente soltanto due progetti e parzialmente un terzo, mentre altre due domande idonee sono rimaste senza contributo.
Il fondo da 10mila euro non è bastato neppure per l’unico progetto ammesso. La Biblioteca dell’Inaf-Osservatorio astronomico di Capodimonte aveva richiesto 15mila euro per restaurare quattordici volumi del XVIII e XIX secolo, ma ne ha ottenuti soltanto 10mila.
Con i 100mila euro destinati alle istituzioni sociali private sono stati finanziati integralmente sette progetti e parzialmente un ottavo. Altri nove interventi giudicati idonei sono rimasti senza risorse, tra cui quello della biblioteca Sant’Antonio di Portici per la digitalizzazione dei testi antichi.
La cultura celebrata e quella finanziata
Il dato politico è netto: per un’intera annualità e per tutte le biblioteche della Campania, la Regione ha stanziato 959.500 euro. In questa cifra devono rientrare libri, servizi, tecnologie, arredi, accessibilità, formazione, catalogazione, restauro e digitalizzazione.
Le graduatorie già pubblicate mostrano il risultato: decine di progetti validi lasciati senza un euro e altri finanziati soltanto in parte. La Regione riconosce il valore delle biblioteche e del patrimonio librario, ma lo quantifica in meno di un milione di euro. La cultura viene celebrata nei discorsi ufficiali e trattata come una voce marginale quando si definiscono le vere priorità di bilancio.




