Stazione Zoologica Anton Dohrn, il tesoro scientifico di Napoli che ha conquistato il mondo

Dalla Villa Comunale una storia lunga 150 anni

A Napoli, sulla Riviera di Chiaia, si trova dal 1872, in una storica palazzina nella Villa Comunale, la Stazione Zoologica Anton Dohrn, che contiene il primo e più antico acquario pubblico d’Italia.

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Il suo fondatore, sostenitore della teoria dell’evoluzione per selezione naturale, ideò il progetto di creare una rete di stazioni di ricerca biologica, a indirizzo evoluzionistico, dove gli scienziati avrebbero potuto soggiornare e realizzare osservazioni ed esperimenti con il supporto tecnologico della struttura. Riuscì a persuadere le autorità comunali a cedergli, a titolo gratuito, un pezzo di terreno nella Villa Comunale, costruendo la Stazione Zoologica a sue spese.

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La costruzione

I lavori iniziarono a marzo 1872 e terminarono nel 1873. L’inaugurazione ufficiale della Stazione Zoologica ebbe luogo il 14 aprile 1875 e, nel dicembre dello stesso anno, fu firmato il contratto fra Anton Dohrn e la Città di Napoli, rappresentata dal sindaco Antonio Winspeare. Inizialmente c’era un solo edificio, corrispondente all’attuale parte centrale; un secondo edificio, collegato da un ponte, fu aggiunto tra il 1885 e il 1888, mentre il cortile e la parte occidentale vennero costruiti nel 1905. La biblioteca fu realizzata, dopo ben cinquant’anni, tra il primo e il secondo edificio.

L’acquario pubblico fu costruito dall’ingegnere William Alford Lloyd ed è il secondo più antico del XIX secolo, preceduto solo dal Sea Life Brighton. Inizialmente era dedicato esclusivamente alla fauna del Mediterraneo; oggi, invece, contiene circa trenta vasche con oltre duecento specie marine di animali e vegetali, la maggior parte delle quali proviene dal Golfo di Napoli.

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Le vasche dell’acquario sono tuttora collegate direttamente al mare da un canale sotterraneo, grazie a un impianto progettato 150 anni fa. Periodicamente vengono ospitate diverse tartarughe marine recuperate ferite in mare e in attesa di essere reintrodotte nel loro habitat originario. Nei suoi laboratori hanno operato attivamente oltre 20 premi Nobel, dando significativo impulso allo sviluppo delle scienze biologiche. Dopo la morte di Anton Dohrn, la direzione della Stazione passò al figlio Rinaldo e, successivamente, al nipote Pietro. Ancora oggi vengono svolte ricerche nell’ambito della biologia e dell’oceanografia.

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