Il buco, il caveau e la fuga: così la banda ha colpito al Vomero | Video

In banca almeno sei rapinatori, forse erano addirittura nove

C’è un’intera rete di movimenti, accessi e tempi da ricostruire dietro la rapina consumata giovedì mattina al Crédit Agricole del Vomero. I banditi sono entrati in azione nel cuore di piazza Medaglie d’Oro, hanno preso il controllo della situazione all’interno della banca e sono poi spariti nel sottosuolo con un bottino ritenuto ingente.

La caccia alla banda è partita subito dopo il colpo, ma molti passaggi restano ancora da chiarire. I rapinatori hanno razziato parte del contenuto di decine di cassette di sicurezza custodite nel caveau della filiale, mentre la stima precisa del bottino è ancora in corso. Secondo le prime valutazioni dell’istituto di credito, sarebbero circa quaranta le cassette depredate, mentre quelle divelte sarebbero state molte di più, anche se diverse risultavano vuote.

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Ieri, davanti alla banca, si è formata una lunga fila di clienti in attesa di essere ricevuti per descrivere il contenuto dei propri depositi. Si tratta di beni di varia natura, dei quali l’istituto non poteva avere contezza. La polizza standard della banca prevede comunque un rimborso massimo di 52mila euro per ciascuna cassetta, salvo accordi differenti e il pagamento di premi ulteriori.

Come è iniziato il colpo

In base alla ricostruzione dei carabinieri della compagnia Vomero e del nucleo investigativo del comando provinciale, l’azione è cominciata intorno a mezzogiorno. Tre uomini con il volto coperto sarebbero entrati dall’ingresso principale dopo essere arrivati, verosimilmente, a bordo di un’Alfa Romeo Giulietta nera. Non è ancora chiaro se fossero armati.

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All’interno della banca, da un locale vicino al caveau, sono poi sbucati altri banditi attraverso un foro di circa un metro di diametro aperto dalle fogne. Anche sul numero complessivo dei componenti del gruppo restano incertezze: almeno sei, secondo una prima ricostruzione, ma qualcuno parla di nove persone. Almeno due di loro avevano pistole che, dopo il colpo, si sono rivelate armi sceniche lasciate sul posto.

Parlando con accento napoletano e senza minacce, i rapinatori hanno radunato in un ufficio tutte le persone presenti nella filiale: 25 in tutto, tra dipendenti e clienti. A quel punto il colpo è proseguito nel seminterrato, dove il gruppo è riuscito a entrare nel caveau. Resta da accertare se qualcuno sia stato costretto ad aprirlo.

Il caveau, gli ostaggi e la fuga nelle fogne

Una volta raggiunta l’area delle cassette di sicurezza, i banditi hanno agito con attrezzi da scasso come piedi di porco, mazzole e scalpelli, divellendo a mano decine e decine di cassette e portando via tutto ciò che hanno trovato all’interno.

All’esterno, intanto, qualcuno si è accorto di ciò che stava accadendo e ha chiamato il 112. I carabinieri sono intervenuti rapidamente e piazza Medaglie d’Oro è stata subito presidiata. Poco dopo sono arrivati anche il procuratore Gratteri, l’aggiunto Filippelli, il comandante provinciale dei carabinieri di Napoli, generale Biagio Storniolo, e il pm Domenico Musto.

Mentre i rapinatori erano ancora all’opera nel seminterrato, i vigili del fuoco, individuato il punto esatto in cui si trovavano gli ostaggi, hanno aperto un varco in un vetro blindato e, insieme ai carabinieri, hanno fatto uscire tutte le persone trattenute nella banca. Erano provate, qualcuno ha chiesto l’intervento dei sanitari, ma per nessuno si è reso necessario il ricovero in ospedale.

Poco dopo sono arrivati anche i militari del Gis, che una volta entrati hanno fatto detonare le «flash-bang», granate stordenti non letali utilizzate per disorientare. Ma all’interno della filiale non c’era più traccia della banda, già fuggita attraverso le fogne con il bottino, passando dallo stesso foro usato per entrare.

Le indagini e i reati ipotizzati

Le immagini della sorveglianza interna hanno aggiunto altri elementi alla ricostruzione. Dai video emerge che i rapinatori avevano il volto coperto da collant. Pare inoltre che qualcuno indossasse una maschera con fattezze simili a quelle di attori.

Anche il sottosuolo attorno alla banca è stato ispezionato dagli uomini dell’azienda idrica Abc e dai carabinieri. Durante i controlli sono stati trovati e sequestrati piccoli attrezzi da scavo, alcuni recipienti utilizzati per trasportare materiali di risulta e un piccolo gruppo elettrogeno.

L’inchiesta finirà sotto il coordinamento della sezione VII, Sicurezza urbana, della procura di Napoli. Gli investigatori non escludono la presenza di un basista. I reati ipotizzati, allo stato, sono rapina aggravata e sequestro di persona.

La ricostruzione 3D degli scavi

Ricostruzione tridimensionale degli scavi sotto il caveau del Crédit Agricole di piazza Medaglie d’Oro, elaborata dal geologo Gianluca Minin dopo la rapina al Vomero.

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