L’ex boss Luigi Giuliano: «Mio figlio Salvatore sta solo raccontando menzogne»

Il pentito e la moglie chiedono diritto di replica

Una lettera firmata da Luigi Giuliano e Carmela Marzano per respingere accuse, ricostruzioni e racconti che i due definiscono falsi. L’ex capo della camorra di Napoli e la moglie scelgono di intervenire dopo le interviste e i podcast del figlio Salvatore: «Non è mai stato abbandonato, né ho mai voluto che seguisse la mia strada, anzi l’ho sempre evitato».

«Sta raccontando soltanto menzogne – afferma l’ex boss – esistono documenti, relativi agli anni trascorsi sotto protezione, che dimostrano la verità dei fatti e che renderemo pubblici nelle sedi opportune». Nella missiva, i due genitori ribadiscono di non rinnegare l’amore per Salvatore, «perché un genitore non smette mai di amare un figlio», ma spiegano: «non riusciamo a comprendere la sua scelta di imboccare una strada lastricata di falsità, accuse e ricostruzioni diffamatorie nei nostri confronti».

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«Abbiamo sempre e solo sostenuto il desiderio dei nostri figli di vivere una vita onesta, lontana dalla camorra, e in questo ci siamo riusciti. Eppure oggi ci ritroviamo costretti a difenderci da chi, sangue del nostro sangue, ha deciso di raccontare una versione della sua e della nostra vita completamente falsa», hanno spiegato nella missiva.

«Non sono Romeo e Giulietta»

«Un figlio può rinnegare ingiustamente i propri genitori ma dei genitori non rinnegheranno mai un figlio». Su Salvatore e la compagna, Luigi Giuliano precisa che «non sono la versione napoletana di Romeo e Giulietta, come qualcuno vorrebbe far credere, forse per motivi di interesse o di lucro, trasformando in un prodotto commerciale una vicenda che invece è assolutamente normale».

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Poi smentisce il racconto di una contrapposizione tra famiglie: «non sono mai stato in guerra con la famiglia della compagna di mio figlio, sono bugie clamorose, smentite dagli atti processuali, dalla verità storica e giudiziaria di oltre trent’anni di camorra e da tutto ciò che realmente è accaduto in questa città».

Secondo l’ex capo della camorra di Napoli, «tutte le voci provenienti da ambienti della famiglia Giuliano, così come gli atti denigratori e diffamatori che ci riguardano, sono frutto di ricostruzioni false, costruite per avvelenare il clima, infangare il nostro nome e distruggere il percorso umano che abbiamo intrapreso».

L’appello ai giornalisti

La scelta di abbandonare definitivamente la camorra e di intraprendere, ormai da oltre vent’anni, una vita onesta, nell’ambito artistico e letterario, secondo Giuliano non ha «fatto piacere a qualcuno». Luigi Giuliano e Carmela Marzano chiedono ai giornalisti «di documentarsi davvero, di approfondire, di verificare quei servizi televisivi e quei percorsi che dimostrano concretamente come Luigi Giuliano abbia cambiato vita».

«Fino ad oggi, troppo spesso, questo lavoro di verifica non è stato fatto. Si è preferito dare spazio al sensazionalismo, alla spettacolarizzazione del dolore, a una narrazione tossica che ferisce due genitori anziani che hanno già pagato un prezzo altissimo nella loro esistenza il cambiamento non si dimostra con le parole, ma con i fatti, con le sentenze, con il comportamento tenuto in tutti questi anni», spiegano Luigi Giuliano e Carmela Marzano.

«Continueremo a gridare la nostra verità, la nostra innocenza rispetto alle accuse infamanti che ci vengono rivolte e il diritto a non essere travolti da una macchina di menzogne che sta tentando di riscrivere la realtà. Ci appelliamo ancora una volta ai giornalisti affinché ci venga garantito il diritto di replica ogni volta che si deciderà di dare voce a chi, incurante del dolore inflitto ai propri anziani genitori, continua a spargere veleno e accuse prive di fondamento», concludono.

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