La morte del piccolo Domenico al Monaldi, si aggrava la posizione degli indagati

Inchiesta verso l’omicidio colposo

Con la morte del piccolo Domenico, comunicata dall’ospedale Monaldi «a seguito di un irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche», l’inchiesta della Procura di Napoli entra in una fase più delicata: cambiano le ipotesi di reato.

Il decesso del bambino, infatti, aggrava la posizione dei sei sanitari indagati, ai quali a breve se ne dovrebbero aggiungere anche altri. In vista dell’autopsia che dovrebbe essere disposta a breve dalla Procura di Napoli, i professionisti coinvolti dovranno ora rispondere del più grave reato di omicidio colposo, al posto delle lesioni colpose gravi finora ipotizzate. A seguire il fascicolo è la VI sezione, con il sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante e il procuratore aggiunto Antonio Ricci. Gli inquirenti stanno definendo i prossimi atti, destinati a concentrarsi sulle cause del decesso e sui passaggi sanitari legati al trapianto.

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Il primo passo sarà il sequestro della salma del piccolo, per consentire gli accertamenti medico-legali. L’autopsia rappresenterà un punto chiave per ricostruire la sequenza clinica e fissare, con elementi tecnici, le valutazioni investigative. Al termine dell’esame, inoltre, è previsto un ulteriore provvedimento: il cuore verrà sottoposto a sequestro in vista degli accertamenti medici che saranno disposti dagli investigatori. Nel frattempo i carabinieri del Nas di Napoli sono già presenti nell’ospedale Monaldi. Le attività sono coordinate dal comandante Alessandro Cisternino e si inseriscono nel quadro degli approfondimenti avviati dalla Procura.

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