Sabotaggi ferroviari nel giorno d’apertura delle Olimpiadi: anarchici esultano

Il messaggio online: «Non potevano iniziare in maniera migliore»

Un testo comparso online entra nel fascicolo e, per chi indaga, rafforza la pista privilegiata sui sabotaggi ferroviari del 7 febbraio. A pubblicarlo è un sito d’area anarchica, sottobosko.noblogs, dove compare una presa di posizione a favore degli attentati tra Bologna e Marche.

Il messaggio viene valutato come un elemento di contesto rilevante all’interno dell’inchiesta aperta dalla Procura di Bologna dopo l’attentato incendiario avvenuto lungo i binari ferroviari di Castel Maggiore. Un’azione che ha avuto effetti diretti sulla circolazione, provocando gravi disagi e accendendo l’attenzione investigativa sul tema della sicurezza dei trasporti.

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Nel testo pubblicato online, l’azione viene rivendicata politicamente e collocata in una cornice simbolica precisa. «Queste Olimpiadi non potevano iniziare in maniera migliore. La mattina del 7 febbraio, giorno della cerimonia inaugurale dei Giochi della Vergogna di Milano-Cortina 2026, ben tre sono state le linee ferroviarie sabotate e bloccate fino al pomeriggio», si legge. Seguono i riferimenti ai decreti sicurezza, definiti strumenti «che diventano occasioni praticamente semestrali per stringere le reti della repressione e soffocarci qualunque dissenso», e l’invito ad «armarsi degli strumenti della clandestinità, della decentralizzazione del conflitto e la moltiplicazione dei suoi fronti». La conclusione è netta: «Fuoco alle olimpiadi e a chi le produce».

L’indagine per terrorismo e il danno ai cavi AV

Sul piano giudiziario, la Procura di Bologna ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando i reati di associazione con finalità di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti. La qualificazione giuridica è legata agli effetti concreti dell’ordigno incendiario entrato in funzione: il dispositivo ha bruciato i cavi AV attraverso i quali transitano gli impulsi della segnaletica ferroviaria e i dati relativi al passaggio dei convogli.

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L’inchiesta è stata assegnata al gruppo ‘Terrorismo’ della Procura, coordinato dalla procuratrice aggiunta Morena Plazzi. In questo contesto, la pista anarchica viene considerata prioritaria dagli inquirenti.

Accanto all’analisi del contenuto online, proseguono gli accertamenti tecnici. Dopo la convalida del sequestro dei reperti, la polizia Scientifica, insieme a Digos e Polfer, concentra ora il lavoro sui resti dell’ordigno incendiario e, soprattutto, sul manufatto rimasto inesploso. Proprio quest’ultimo è ritenuto potenzialmente decisivo per individuare tracce papillari e biologiche riconducibili agli autori.

Il manufatto artigianale e il collegamento con Pesaro

L’ordigno ritrovato intatto è di natura artigianale. È composto da una bottiglia di plastica contenente liquido infiammabile e polvere tipo ‘diavolina’, collegata a un timer. Materiali di facile reperibilità, acquistabili nei negozi o online. Anche il mancato funzionamento dell’innesco viene analizzato: il ‘malfunzionamento’ potrebbe fornire indicazioni utili su chi ha costruito il dispositivo.

Nelle prossime ore sono attesi in Procura i verbali delle testimonianze dei tecnici Rfi intervenuti a Castel Maggiore. Parallelamente, viene valutato un possibile collegamento con un altro episodio avvenuto sabato scorso a Pesaro, lungo la linea Ancona-Rimini. Su quel fronte, la Procura distrettuale antimafia di Ancona ha aperto un fascicolo ipotizzando danneggiamento a seguito di incendio, interruzione di pubblico servizio, attentato alla sicurezza dei trasporti e associazione con finalità di terrorismo. Le due Procure risultano in costante contatto.

Nel dibattito pubblico è intervenuto anche il vicepremier Matteo Salvini: «faremo di tutto per chiudere i covi di questi criminali, per inseguire e stanare questi delinquenti ovunque si nascondano, per mettere in carcere loro e contrastare chi li difende. Evviva le Olimpiadi, simbolo di un’Italia che costruisce, che emoziona, che non si arrende».

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