Sabotaggio ai treni: ipotesi terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti

Il Mit: «Richiesta di risarcimento dei danni milionari»

Castel Maggiore, alba di sabato: in un pozzetto vengono piazzati due dispositivi incendiari. Uno esplode, l’altro no. Su quei resti gli inquirenti concentrano gli accertamenti per risalire agli autori.

L’esplosione danneggia i cavi AV del nodo di Bologna Centrale e nelle prime ore blocca la circolazione per Venezia. Il secondo congegno, analogo, avrebbe dovuto danneggiare la circolazione in direzione Ancona, ma non funziona come i suoi ideatori avevano ipotizzato. Da quel momento, la rete entra in sofferenza: rallentamenti, disagi e ritardi di almeno due ore si propagano a cascata su buona parte del Paese.

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La Procura di Bologna si prepara ad aprire un fascicolo contro ignoti sul sabotaggio ai treni avvenuto sabato mattina. Le ipotesi di reato sono associazione con finalità di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti. L’inchiesta è stata assegnata dal procuratore Paolo Guido al gruppo specializzato ‘Terrorismo’ della procura, coordinato dalla procuratrice aggiunta Morena Plazzi: anche se le azioni al momento non sono state ancora rivendicate, la pista che si segue è quella della matrice anarchica. Ipotesi tutta da verificare come è da verificare che le azioni siano legate alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, iniziate proprio sabato.

La Digos ha consegnato alla Procura una prima comunicazione su quanto accaduto. I magistrati stanno valutando gli atti mentre gli investigatori proseguono nel lavoro di ricostruzione per capire chi abbia realizzato e posizionato i dispositivi lungo la tratta ferroviaria.

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Gli ordigni a Castel Maggiore

Dagli elementi emersi, i dispositivi vengono descritti come ordigni rudimentali: una bottiglia di plastica con liquido infiammabile collegata con un timer a batteria. Sarebbe questa la tipologia dei dispositivi incendiari piazzati da ignoti nei pozzetti della ferrovia a Castel Maggiore, nel Bolognese, e ritenuti all’origine dei danneggiamenti all’infrastruttura di rete che hanno causato il tilt della circolazione nel nodo di Bologna Centrale.

Uno dei due ordigni non è esploso ed è su questo che si concentrano gli accertamenti della Digos bolognese, nella ricerca di informazioni utili a risalire, intanto, a chi potrebbe averlo fabbricato. Al vaglio restano anche le immagini delle telecamere di sorveglianza dell’area stazione di Castel Maggiore, ma la scansione dei filmati, per l’identificazione di eventuali responsabili, è resa complicata dall’orario – intorno alle 6 – in cui sarebbero stati posizionati i dispositivi, con il buio pressoché totale. Le immagini dei dispositivi, intanto, sono state diffuse dai servizi di Tg1, Tg3 e TgR dell’Emilia-Romagna.

L’incendio a Pesaro

Nella stessa mattinata di sabato, in concomitanza con quanto accade nel nodo di Bologna, a Pesaro viene provocato un incendio che interessa una cabina elettrica vicino ai binari della stazione. L’episodio porta allo stop temporaneo sulla linea Adriatica. Tempismo e modalità, secondo quanto si apprende, alimentano il sospetto di una matrice comune con il sabotaggio nel Bolognese e spingono gli inquirenti a valutare un possibile inquadramento in un contesto unitario. In questo quadro viene richiamata anche un’ipotesi di lettura «in chiave anti Olimpiadi», come già accaduto nel 2024 per i Giochi di Parigi.

Di questa indagine è stata interessata la Procura distrettuale antimafia di Ancona, guidata da Monica Garulli, che verosimilmente aprirà un fascicolo su presunto sabotaggio, come già avvenuto da parte della Procura di Bologna. Nel fascicolo di Ancona le ipotesi potrebbero seguire la stessa traccia delle contestazioni bolognesi.

Digos e Polizia ferroviaria, in ogni caso, stanno svolgendo accertamenti anche per la Procura distrettuale di Ancona su fatti che, temporalmente e per le modalità, potrebbero collocarsi in un contesto unitario.

Il Mit: «richiesta di risarcimento»

Intanto interviene il ministero dei Trasporti, guidato dal vicepremier Matteo Salvini, che preannuncia che presenterà «richiesta di risarcimento dei danni milionari perpetrati». «È pronta un’azione decisa – dice il Mit – per mettere fine a simili azioni di inammissibile gravità che creano solamente disagi a milioni di italiani».

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