La comunità si univa in riti, devozione, rappresentazioni e convivialità
Nel cuore del Sud Italia, l’antico Regno delle Due Sicilie custodiva tradizioni natalizie intense, profondamente radicate nella religiosità, nella cultura popolare e nell’arte. Il periodo natalizio non era semplicemente una data da celebrare, ma un momento in cui la comunità, dalle corti reali alle strade dei borghi, si univa in riti, devozione, rappresentazioni e convivialità. Scoprire come si festeggiava il Natale nel Regno delle Due Sicilie significa quindi immergersi in un patrimonio di storia, fede e creatività, che ancora oggi sopravvive, soprattutto nella tradizione del presepe e nelle usanze popolari.
Il presepe e la corte borbonica
Uno degli aspetti centrali del Natale nel Regno delle Due Sicilie era la tradizione del presepe, che assunse particolare splendore nella corte di Carlo di Borbone e di Maria Amalia di Sassonia.
Fu proprio Carlo di Borbone, salito al trono nel Settecento, a promuovere l’arte presepiale come una tradizione cortese e nobile, dando vita a quello che oggi si ricorda come il «presepe reale». Alla corte borbonica, dame e principesse partecipavano alla realizzazione dei pastori, curando vesti e dettagli: le statuine erano spesso in terracotta o materiali nobili prodotti dalle manifatture reali (per esempio le porcellane di Capodimonte).
Il presepe della corte era molto più di una semplice rappresentazione religiosa: era un’opera d’arte, una forma di spettacolo e di presenza visiva del Natale all’interno del palazzo reale. Grazie a questa attenzione, il «presepe» divenne simbolo non solo di devozione, ma anche di status sociale: la sua cura e bellezza rappresentavano cultura, ricchezza e prestigio.
Tradizioni popolari: fra sacro e profano, comunità e convivialità
Accanto all’«alto» Natale di corte, il Natale nel Regno delle Due Sicilie viveva anche nelle tradizioni popolari, quelle della famiglia, delle strade, delle piazze, delle botteghe, con la forte mescolanza di sacro e profano che caratterizza da sempre il Sud.
Nella capitale storica del Regno, Napoli, l’usanza del presepe era diffusa non solo nelle chiese e nei palazzi, ma anche nelle case private, e si trasformò in una vera e propria arte popolare: il cosiddetto presepe napoletano.
Il presepe napoletano non si limitava a rappresentare la Natività: fin dal Seicento cominciò a includere scene di vita quotidiana, venditori, popolani, artigiani, personaggi di strada, rendendo la Natività vicina, familiare, parte della vita di tutti i giorni.
Le celebrazioni natalizie duravano tradizionalmente dal giorno dell’Immacolata Concezione (8 dicembre) fino all’Epifania, momento in cui si smantellava il presepe in molte case. Oltre al presepe, le feste includevano convivialità, cibo, tavole imbandite: piatti tipici, dolci, momenti di ritrovo familiare, elementi che rafforzavano il senso di comunità e appartenenza, radicati nelle tradizioni natalizie storiche del Sud.
L’eredità culturale e religiosa: dal passato al presente
Il modo di celebrare il Natale nel Regno delle Due Sicilie ha lasciato un segno profondo, un’eredità che ancora oggi possiamo ritrovare in molte delle tradizioni del Sud e di Napoli.
La commistione tra sacro e popolare, tra fede, devozione e vita quotidiana, ha dato vita a una tradizione ricca, che ha resistito ai cambiamenti del tempo e alle influenze esterne, mantenendo vive le radici culturali del Mezzogiorno. Il Natale nel Regno delle Due Sicilie non era solo festa religiosa, ma anche sociale e culturale: un momento di unione collettiva, di condivisione, di arte, di bellezza, valori che ancora oggi accomunano chi festeggia in queste terre.




