Regione Campania, De Luca non molla: fuori dalla corsa ma detta le regole

Il presidente uscente punta sul fedele Bonavitacola, Costa è piano B

Vincenzo De Luca non potrà essere della partita come candidato a Palazzo Santa Lucia, ma non per questo ha intenzione di rimanere a bordo campo. Dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha spento definitivamente ogni ipotesi di terzo mandato, il presidente uscente della Regione Campania è determinato a restare protagonista nella definizione degli equilibri politici che porteranno alla scelta del suo successore.

Tre liste e un messaggio chiaro: il governatore resta in campo

Lo ha detto chiaramente nel corso dell’ultima riunione nella sede della Regione in via Santa Lucia, dove ha incontrato la sua maggioranza: non solo intende partecipare attivamente al confronto interno alla coalizione di centrosinistra, ma ha già annunciato l’intenzione di presentare tre liste direttamente riconducibili a lui. Un segnale evidente: De Luca è fuori dalla corsa, ma vuole comunque mettere il «cappello» sulla prossima consiliatura.

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Altolà a Roma e no a Fico

Il governatore ha ribadito che è necessario «una proposta condivisa» e ha messo in guardia dai tentativi d’imposizione provenienti dalla Capitale. Parole che suonano come un monito al Partito Democratico e al Movimento 5 Stelle, che vorrebbero la candidatura dell’ex presidente della Camera, Roberto Fico, gradito anche al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Un’ipotesi che De Luca ha già più volte respinto.

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«No ai giochi della politica politicante romana» ha tuonato De Luca, e la frase sembra una sferzata proprio all’asse Schlein-Conte, che si prepara a sedersi al tavolo per definire l’assetto della coalizione.

Il Nazareno, intanto, cerca di tenere insieme i pezzi: a breve si terrà una riunione con i vertici del Pd campano, a cui però De Luca non è stato invitato. Un’esclusione che non segna (ancora) una rottura, ma che rende evidente la tensione tra il partito nazionale e il presidente uscente.

«È stato un gran presidente», ha riconosciuto Stefano Bonaccini, provando a mantenere aperto un canale di dialogo: «Mi auguro che Vincenzo non si metta di traverso rischiando di regalare la vittoria alla destra». Decisamente più netto Sandro Ruotolo: «In Campania è arrivato il momento di cambiare registro e di mettere la parola fine alla stagione del deluchismo che è durata anche troppo».

I nomi in campo per la successione

Eppure, De Luca non sembra intenzionato a passare il testimone a chi non ritiene all’altezza. Per lui, il profilo ideale del futuro presidente della Regione è «una figura in grado di reggere e proseguire il programma avviato e che abbia il consenso di tutti». Il suo nome di punta è quello di Fulvio Bonavitacola, attuale vicepresidente della Regione e fedelissimo di lungo corso. In alternativa, anche Lucia Fortini, assessora alla scuola, potrebbe essere tra i profili su cui De Luca punterebbe per assicurare continuità al suo progetto politico.

Ma nella partita c’è anche un piano B. Se il Partito Democratico dovesse effettivamente cedere la Campania al Movimento 5 Stelle, come equilibrio interno al campo largo, De Luca potrebbe convergere su un altro nome: Sergio Costa, ex ministro dell’Ambiente.

I due papabili grillini mantengono una linea attendista. Roberto Fico dice che «non è il momento di parlare di nomi, compreso il mio. Si parla di programmi e oggi l’aspirazione è costruire una grande coalizione e un grande programma per la Campania».

Sulla stessa lunghezza d’onda Sergio Costa: «Non è una questione di candidarsi, ma di essere candidato. Quando c’è un buon programma e un buon progetto, una buona tempistica, una disponibilità, un’inclusività e ti chiedono di candidarti, non puoi dire di no, ma devono esserci tutti questi elementi prima».

Italia Viva e AVS alzano la voce

Da Italia Viva arriva un avvertimento soft ma chiaro con Maria Elena Boschi: «Il simbolo di Iv alle ultime elezioni ha preso il 7,5% e siamo convinti che questa volta andremo anche oltre. Non saremo trascurabili per chi vuole vincere».

Protesta, invece, l’Alleanza Verdi Sinistra, esclusa finora dai tavoli decisionali: «È insostenibile che l’Alleanza Verdi Sinistra venga sistematicamente esclusa dal processo decisionale. Non possiamo accettare che il confronto si riduca a un dialogo ristretto tra due soggetti. Questo metodo non è democratico».

A completare il mosaico, la posizione di Mario Casillo, big del Pd campano con oltre 41.000 preferenze alle ultime elezioni, che ha annunciato il suo addio al consiglio regionale, ma che potrebbe rientrare dalla finestra, magari in giunta con Bonavitacola e Fortini, nel caso di una vittoria del centrosinistra. La sfida è appena cominciata, ma una cosa è certa: Vincenzo De Luca, pur senza ricandidarsi, non ha nessuna intenzione di farsi da parte.

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