Droga, armi ed estorsioni: condannati 21 imputati
Il clan Mazzarella e il gruppo Anastasio-De Bernardo incassano una nuova stangata giudiziaria: il gup di Napoli ha condannato 21 imputati accusati di mafia, traffico di stupefacenti, armi ed estorsioni nel Vesuviano. Il conto finale supera i due secoli di carcere. Nel processo, istruito dalla Procura antimafia di Napoli con il pm Giuseppe Visone, erano contestati a vario titolo i reati di associazione di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi ed estorsione. Al centro dell’inchiesta, secondo l’accusa, c’era una compagine ritenuta legata ai Mazzarella e radicata tra Somma Vesuviana e Sant’Anastasia.
La condanna più alta è stata inflitta a Rosario De Bernardo, indicato come capo dell’articolazione criminale collegata ai Mazzarella: dovrà scontare 19 anni. Seguono Salvatore Di Caprio, condannato a 18 anni e 6 mesi, Carmela Miranda, a 18 anni e 4 mesi, Fabio Annunziata, a 18 anni, e Clemente Correale, a 15 anni e 4 mesi.
Per gli altri imputati le pene oscillano tra 11 e 3 anni. Tra i destinatari della sentenza figura anche Raffaele Anastasio, condannato a 9 anni. Sei anni, invece, sono stati inflitti a Michele Mazzarella grazie al riconoscimento della continuazione dei reati con un’altra sentenza passata in giudicato. Proprio lui, secondo quanto ricostruito dai Carabinieri del Nucleo investigativo di Castello di Cisterna, avrebbe gestito dal carcere lo spaccio di cocaina, crack, kobret, hashish e marijuana nel Vesuviano, curando anche i canali di approvvigionamento delle sostanze stupefacenti.



