Con il progetto P.I.P.P.I. un sostegno concreto alle famiglie per una comunità solidale

Ha coinvolto i comuni di Arzano, Casoria e Casavatore

Ieri pomeriggio, presso la Biblioteca Comunale di Casoria, si è conclusa la seconda annualità del progetto P.I.P.P.I. (Programma di Intervento Per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione), che ha coinvolto i comuni di Arzano, Casoria e Casavatore dell’Ambito Territoriale N.18. Il progetto, supervisionato dal gruppo scientifico dell’Università di Padova, mira a sostenere famiglie in difficoltà attraverso interventi mirati e personalizzati che considerano i bisogni dei bambini (le famiglie target hanno figli da 0 ad 11 anni) senza perdere di vista la prospettiva e l’esigenza dei genitori.

Durante questa seconda annualità, il progetto ha supportato complessivamente 8 famiglie, di cui 2 residenti nel Comune di Arzano, 4 a Casoria e 2 a Casavatore. Tra le attività realizzate vi sono state iniziative di educativa domiciliare, incontri di gruppo con famiglie e bambini, attività di raccordo strategico tra scuole e servizi territoriali, nonché l’individuazione e attivazione di famiglie di appoggio per garantire un sostegno concreto e continuativo alle famiglie target. Queste attività hanno permesso di consolidare una rete stabile di collaborazione tra istituzioni, scuole e terzo settore, creando un modello virtuoso di intervento sociale integrato. Nel corso del progetto, sono state individuate e attivate diverse famiglie di appoggio per garantire un sostegno concreto e continuativo alle famiglie target.

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L’assessore alle Politiche Sociali di Arzano, Fabio Gallo, ha spiegato: «Il progetto P.I.P.P.I. si distingue per la precisione del metodo e l’efficacia degli interventi tecnici realizzati. Grazie al lavoro sinergico tra assistenti sociali, educatori, scuole e famiglie di appoggio, abbiamo concretamente migliorato la capacità genitoriale delle famiglie coinvolte, riducendo significativamente il rischio di interventi più invasivi. Continueremo a monitorare e a sostenere queste famiglie, integrando questa esperienza virtuosa nella nostra programmazione sociale futura».

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