Convivere con il bradisismo nell’area flegrea, una sfida giornaliera: ma serve un approccio integrato

Una pianificazione tra scienza, politica, tecnologia e consapevolezza

È da tempo, ormai, che viviamo con un amico invisibile che, con una certa frequenza, ci sveglia di notte o ci fa saltare di giorno sfidandoci quotidianamente e mettendo a dura prova il nostro equilibrio psicologico. Il bradisismo, il fenomeno naturale che causa l’innalzamento o l’abbassamento della superficie terrestre, è una realtà che Napoli e i suoi abitanti conoscono molto bene ormai e con il quale è tanta la confidenza da farlo considerare un vero e proprio amico.

Sebbene non sia un fenomeno continuo e costante, la sua presenza nella storia della città, soprattutto nell’area dei Campi Flegrei, ha avuto e continua ad avere un impatto significativo sulla vita quotidiana dei napoletani. La convivenza con questo fenomeno, pertanto, non è più solo una necessità, ma è diventata una sfida che richiede attenzione, consapevolezza e strategie adeguate.

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Il bradisismo non solo impone un monitoraggio continuo alle strutture, alle abitazioni e alle infrastrutture, ma ci obbliga anche ad una riflessione più ampia sulla pianificazione urbana e sulla sicurezza. Nel corso dei decenni, i cittadini napoletani hanno dovuto imparare a convivere con questo fenomeno naturale, spesso affrontando danni alle case, crepe nei muri, spostamenti di strade e piazze. Il continuo adattamento delle costruzioni e delle strade è diventato una necessità, ma non sempre è stato possibile prevedere o prevenire ogni eventuale danno.

Nel tempo, sono state introdotte misure per monitorare il fenomeno e proteggere i cittadini, come sistemi di allerta e l’adozione di tecniche di costruzione più sicure. Tuttavia, la continua evoluzione dei movimenti del suolo rende necessario un approccio proattivo, che richiede costanti aggiornamenti scientifici e piani di intervento.

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Pianificazione urbana e prevenzione

Per convivere con l’amico bradisismo, Napoli ha bisogno di politiche di pianificazione urbana attente e tempestive. Le amministrazioni locali devono essere pronte a intervenire in modo rapido e concreto, affrontando le sfide non solo con il recupero delle zone più colpite, ma anche con la prevenzione. La costruzione di nuove abitazioni e la manutenzione di quelle esistenti devono tener conto delle condizioni geologiche del territorio.

Su Bagnoli, per esempio, il PRARU, redatto da Invitalia e diventato strumento urbanistico esecutivo del Comune di Napoli per effetto della legge cosiddetta «Salva Italia», prevede, ancora oggi, che a ridosso della via Nuova Bagnoli si possano realizzare ulteriori 60.000 mc di nuove residenze. Una vera follia se pensiamo che la caldera di Bagnoli risulta già sovrappopolata con oltre 350 mila abitanti e sovra urbanizzata per la presenza di circa 450mila vani.

Un passo fondamentale per convivere con il bradisismo riguarda la consapevolezza della comunità. I cittadini napoletani devono essere con estrema trasparenza adeguatamente informati sui rischi e sulle misure di sicurezza da adottare. Bisogna insistere e fare ulteriori sforzi affinché le scuole e le istituzioni locali educhino la popolazione sui segnali di allarme e su come comportarsi in caso di emergenza. Solo in questo modo possiamo sperare di creare una comunità più preparata, pronta ad affrontare i fenomeni naturali con maggiore serenità e sicurezza.

Convivere con il bradisismo: un equilibrio possibile

Convivere con l’amico bradisismo a Napoli non è facile, ma è possibile. La città, con la sua storia e la sua resilienza, ha imparato ad adattarsi a questo fenomeno geologico che la caratterizza. La chiave è affrontare la sfida con un approccio integrato, che unisca scienza, politiche pubbliche, innovazione tecnologica e consapevolezza collettiva. Solo così Napoli potrà continuare a essere una città viva, dinamica e sicura, mantenendo la sua convivenza con la natura che la rende unica al mondo e della quale fa parte, a pieno titolo, anche il bradisismo.

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