Verso Juve-Napoli, Conte: «Bisogna sporcarsi l’abito, senza cattiveria e concentrazione va male»

Il tecnico torna a Torino e sfida il suo passato

Antonio Conte punta su un Napoli determinato per affrontare il big match di sabato a Torino contro la Juve, la prima vera prova di maturità per la sua squadra. Cercando di inserire al meglio gli ultimi arrivati con la campagna acquisti. Nella conferenza stampa pre partita detta le condizioni per affrontare il match a testa alta.

«Io voglio vedere il Napoli indossare un bell’abito, ho la voglia e il piacere di offrire un bello spettacolo ma durante le partite devi essere pronto a sporcare il bell’abito, sapendo che ci sono situazioni in cui senza cattiveria e concentrazione va male. Sappiamo anche che gioca un Napoli che a pochi giorni dalla chiusura del mercato ha avuto i nuovi che si stanno inserendo, ci auguriamo che nel match di ritorno si parli avendo maggiori certezze nelle mani».

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La voglia di mettere in campo i nuovi ma anche la consapevolezza che vanno ancora inseriti visto che sono arrivati a fine mercato, la testa fissa sull’undici che può davvero mettere in gabbia la Juventus di Thiago Motta. Sono questi i pensieri nella testa del tecnico a 48 ore dalla sfida a Torino contro i bianconeri. «Ogni test – dice oggi Conte – è un esame a livello tattico, tecnico, temperamentale, che va affrontato con la massima serietà possibile. Ci auguriamo che sabato ci sia una sfida che conti qualcosa, che abbia un valore importante per la Juve e per noi».

Il valore della gara, lui lo fissa anche ‘dando’ i numeri

«La Juve sa della nostra voglia di rivalsa, ma anche che non vuole arrivare di nuovo terza, che non possiamo finire di nuovo a -40 dall’Inter e -20 da Juve e Milan». Il capitolo nuovi arrivati. Si inseriscono velocemente Neres che si gioca il posto con Politano, ma anche McTominay e Gilmour: «I nuovi – spiega il tecnico – stanno lavorando per entrare nelle nostre idee. In sosta con Neres e in questi 10 giorni con gli scozzesi McTominay e Gilmour i giocatori sono stati positivi, perché iniziano a capire un po’ l’idea nostra del calcio. Sono contento di avere ragazzi che apprendono, lavoriamo sodo ma intanto ogni partita vale tre punti per dare continuità: dobbiamo continuare a crescere sotto tanti punti di vista, non fermarci a pensare all’ultima partita illudendoci».

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La sfida con i ricordi

Le tre vittorie di fila contro Bologna, Parma e Cagliari, subendo un solo gol, sono la strada che Conte vuole continuare a seguire a Torino, uno stadio e una città pezzi fondamentali della sua vita: «la mia storia – dice – parla chiaro; con i 13 anni alla Juventus da calciatore e abbiamo vinto praticamente tutto. Ho fatto poi l’allenatore per tre anni in periodo difficile e ho aperto il ciclo di 9 scudetti consecutivi».

«Faccio parte della storia della Juventus ma da calciatore scegli di rimanere o meno per sempre in una squadra, come ha fatto Bruscolotti qui, Maldini e Baresi con Milan, Totti con Roma, da allenatore non decidi la tua carriera. In panchina ho avuto tante piazze diverse diventando il primo a difendere i colori e oggi ho il piacere di allenare il Napoli, orgoglio per me meridionale. Sarà un’emozione anche affrontare il Napoli come avversario, mi auguro tra un bel po’ di anni». Nel frattempo il Napoli lo allena, sperando di portare via i tre punti dallo Stadium.

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