Attivista del WWF aggredito: imprenditore resta ai domiciliari

Interdittiva antimafia per la sua azienda

Per l’aggressione ad un attivista del WWF – che con le sue denunce aveva intralciato gli affari in Penisola Sorrentina – resta ai domiciliari imprenditore già condannato per camorra. Ieri, il tribunale del Riesame di Napoli, ha confermato la misura cautelare nei confronti di Salvatore Langellotto, 54enne imprenditore edile con una condanna scontata per camorra.

Langellotto è accusato del violento pestaggio ai danni di Claudio d’Esposito, presidente del WWF Terre del Tirreno, avvenuta a Sant’Agnello, in provincia di Napoli, il 26 marzo dello scorso anno. Due settimane fa, i carabinieri del nucleo investigativo del Gruppo di Torre Annunziata avevano dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal gip del tribunale oplontini su richiesta della Procura oplontina, provvedimento confermato ieri dal Riesame.

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Le minacce a Le Iene

Nelle scorse settimane, Langellotto avrebbe reiterato minacce, nel corso di un servizio andato in onda al programma Le Iene, nei confronti di d’Esposito e del giornalista Vincenzo Iurillo del Fatto Quotidiano, che aveva scritto un articolo sulla insolita benedizione dei nuovi mezzi della ditta dell’imprenditore avvenuta sul sagrato della chiesa nel piccolo centro della Penisola Sorrentina. Nel frattempo, dopo le minacce subite, al giornalista Iurillo è stata assegnata la vigilanza della polizia.

Secondo l’accusa, Langellotto avrebbe aggredito a calci e pugni d’Esposito, provocandogli lesioni guaribili oltre i 40 giorni, tra cui la frattura di una costola. L’aggressione sarebbe avvenuta «a causa di vecchi rancori legati alle numerose denunce presentate in passato dalla vittima, in qualità di presidente del WWF Terre del Tirreno, a tutela dell’ambiente e del paesaggio della penisola sorrentina, che, ad avviso dell’indagato, avrebbero leso gli interessi imprenditoriali nel settore edile» come aveva scritto in una nota il procuratore di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso. Le accuse hanno retto al vaglio dei giudici del Riesame

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L’interdittiva

Il prefetto di Napoli Michele di Bari, intanto, ha firmato un provvedimento con cui si dispone l’interdittiva antimafia per la ditta «Costruzioni Sant’Agnello srl» del 54enne. L’azienda, si legge in un articolo di Dario Sautto per «il Mattino» è sottoposta a procedura fallimentare. Nel corso degli accertamenti della Prefettura di Napoli, è emerso che lo stesso Langellotto è socio o dipendente di altre società, quasi tutte di proprietà di familiari stretti. Il provvedimento potrà essere impugnato da Langellotto.

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