L’immobiliarista Danilo Coppola arrestato mentre era in gita ad Abu Dhabi

Deve scontare una pena residua di oltre 6 anni di reclusione

L’immobiliarista Danilo Coppola è stato arrestato ad Abu Dhabi ed è stato poi portato in carcere a Dubai. Nella capitale degli Emirati Arabi Uniti l’immobiliarista romano, da quanto si è saputo, era andato per una gita turistica ed è stato individuato e fermato sulla base del mandato d’arresto internazionale emesso dalla Procura milanese il 2 agosto 2022 per l’espiazione di una pena residua di oltre 6 anni di reclusione, dopo la condanna definitiva per bancarotta del primo luglio 2022

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La sentenza di condanna definitiva, che ha portato al mandato d’arresto internazionale, aveva riguardato tre diversi episodi di bancarotta fraudolenta (il fallimento del Gruppo Immobiliare 2004, quello di Mib Prima spa e l’altro di Porta Vittoria spa dichiarato il 15 settembre 2016). Coppola era stato condannato in primo grado il 24 febbraio del 2018 dall’ottava sezione penale del Tribunale di Milano. Verdetto confermato in appello nel febbraio 2020 e diventato definitivo nel luglio 2022, dopo il rigetto della impugnazione della difesa in Cassazione. La condanna era stata di 7 anni, poi ridotta a poco più di 6 anni considerando il periodo già trascorso, tra carcere e domiciliari, in fase cautelare.

Gli altri processi

L’immobiliarista è imputato anche in altri due processi in corso a Milano, uno dei quali andrà a sentenza a gennaio. In particolare, è imputato davanti alla seconda penale (sentenza il 9 gennaio), con altri tre nel processo che vede al centro accuse scaturite dall’inchiesta principale sui crac Gruppo Immobiliare 2004, Mib Prima e Porta Vittoria. Tra i casi di questo procedimento c’è la bancarotta per il fallimento nel 2015 della srl Editori per la finanza, di cui Coppola sarebbe stato «amministratore di fatto».

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Inoltre, in un altro processo, assieme ad un’altra persona che ha già patteggiato, è accusato di tentata estorsione ai danni di Prelios, società di gestione del risparmio proprietaria del complesso immobiliare Porta Vittoria, nel capoluogo lombardo. Da mesi ormai Coppola, 56 anni, postava video su Instagram proclamando la sua innocenza in tutti i procedimenti che lo hanno visto coinvolto e attaccando pm romani e milanesi. E aveva rilanciato sui social anche una petizione intitolata «Danilo Coppola libero».

La collaborazione tra l’Italia e gli Emirati Arabi

La sua cattura è anche la conseguenza della collaborazione tra l’Italia e gli Emirati Arabi: negli ultimi tempi i rapporti dei due Paesi in tema di collaborazione giudiziaria sono infatti migliorati e si sono intensificati, come dimostrano i diversi personaggi che dal paese del Golfo, ritenuto fino a qualche tempo fa da boss e latitanti un rifugio sicuro, sono stati consegnati alla giustizia italiana grazie al lavoro svolto a via Arenula.

Prima di Coppola era stata la volta di Raffaele Imperiale, ritenuto uno dei principali narcotrafficanti mondiali, arrestato a Dubai nel 2021. Una decina di giorni fa il boss, che nel frattempo è diventato collaboratore di giustizia, ha detto ai magistrati di voler consegnare all’Italia un’isola artificiale di sua proprietà proprio davanti a Dubai.

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E ad Imperiale sono legati altri due personaggi che le autorità emiratine hanno consegnato all’Italia: Bruno Carbone, suo socio e irreperibile dal 2003, con una condanna a 20 anni da scontare, e Raffaele Mauriello, figlio dell’ex killer del clan di Lauro Ciro Mauriello, elemento di spicco del clan Amato-Pagano di Secondigliano. Entrambi avevano trovato riparo a Dubai.

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