Caso Karibu, soldi utilizzati per aprire un supermercato e un ristorante in Rwanda

La guardia di finanza ha sequestrato due milioni di euro

E’ di circa due milioni di euro (1.942.684,18) il denaro sequestrato dalla Guardia di Finanza nell’ambito di uno dei filoni di indagine relativo alla gestione di alcune cooperative che si occupavano della gestione dei migranti nella provincia di Latina e che ha portato all’arresto della moglie e della suocera del del parlamentare Aboubakar Soumahoro. Parte del denaro ottenuto dalle coop è stato trasferito all’estero. Una cifra che si avvicina al mezzo milione di euro (472.909) tra il 2017 e il 2022.

Nelle carte dell’indagine si afferma che l’utilizzo di carte di credito e prepagate, intestate alla Karibu venivano «adoperate per finalità private (ristoranti, gioiellerie, centri estetici, abbigliamento, negozi di cosmetica) per importi come 93.976 euro nel 2017, 208.394 nel 2018, 49.946 euro nel 2019; 13.803 euro nel 2020; 2.177 nel 2021».

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Nell’ordinanza del gip di Latina emerge, inoltre, uno degli indagati «avendo la disponibilità delle credenziali di accesso al conto corrente principale della Karibu e della Jambo, ha potuto disporre, a suo piacimento, delle risorse pubbliche erogate per la gestione dei migranti, trasferendo ingenti risorse di denaro pubblico a favore di se stesso oltreché verso l’estero ed in particolare in Rwanda dove lo stesso ha avviato prima l’apertura di un Supermercato e, successivamente, di un ristorante sotto l’insegna “Gusto Italiano”».

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