Scritte a vernice in Ordine avvocati Napoli, Tafuri: «Atto delinquenziale inaudito e intollerabile»

Categoria in subbuglio per un «buco» da 1,1 mln

L’Ordine degli avvocati di Napoli ha scoperto un ammanco milionario e la categoria è ora in subbuglio: ci sono stati esposti alla Procura e alla Corte dei conti, dimissioni di consiglieri e addirittura, ieri, scritte offensive a vernice negli uffici della Camera Penale. «1.100.000 euro. Fuori i ladroni». Un gesto che il presidente dell’Ordine, infuriato, non esita a definire «delinquenziale». Il buco nei conti è stato scoperto poco meno di un mese fa, in seguito a controlli avviati dall’Ordine dopo un pignoramento di 65mila euro disposto dall’Agenzia delle Entrate.

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Gli accertamenti hanno svelato la grave situazione debitoria: 1,1 milioni di euro, appunto, escluse le more, tra tasse e imposte non pagate e contributi previdenziali non versati dal 2008. Scoppiato il caso, tre consiglieri si sono rivolti alla Procura di Napoli chiedendo di «accertare e valutare eventuali fatti, atti e comportamenti… penalmente rilevanti procedendo, in caso affermativo, nei confronti dei soggetti responsabili». Non solo. Hanno anche chiesto l’intervento della Corte dei Conti della Campania affinché accerti e valuti «se vi sono fatti, atti e comportamenti, anche omissivi, che hanno generato danno erariale».

Gli stessi tre consiglieri – Sabrina Sifo, Eugenio Pappa Monteforte e Ilaria Imparato – si sono poi dimessi dopo avere fatto istanza di commissariamento dell’organismo presieduto dall’avvocato Antonio Tafuri. Per sanare l’ammanco, infatti, i vertici dell’Ordine hanno approntato insieme con l’Agenzia delle Entrate un piano di rientro (con un pagamento raitezzato del debito) non condiviso dai diversi consiglieri e in particolare dai tre. La polemica sulla responsabilità dell’ammanco ha avuto poi ieri un’impennata vandalica con le scritte a vernice rossa, stile ultras, nelle stanze della Camera penale, all’interno del Palazzo di giustizia.

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Il presidente dell’Ordine ha presentato denuncia

«Ignoti» si sono introdotti negli uffici e, con una bomboletta spray, hanno scritto su due pareti «1.100.000 di euro, fuori i ladroni». Sul fatto indaga la polizia ed oggi il presidente dell’Ordine Tafuri, che ha presentato denuncia, è sbottato. «La deturpazione del Palazzo di Giustizia – dice – è stato un atto delinquenziale inaudito e intollerabile e sono certo che sarà rapidamente perseguito con l’individuazione del colpevole e la sua meritata punizione».

Riguardo all’ammanco, «al momento – spiega Tafuri – siamo in attesa delle risultanze della Due Diligence commissionata a due commercialisti di comprovata esperienza in materia di contabilità pubblica, per verificare quali dovranno essere le misure correttive dei bilanci 2022 da sottoporre all’assemblea. Nel frattempo, grazie all’operosità della maggior parte dei Consiglieri, il Consiglio ha subito ripreso la sua ordinaria funzionalità e sta onorando tutte le scadenze e i pagamenti dovuti, anche se omessi in passato»

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