Pnrr, Meloni serra i ranghi: tutti al lavoro e no ideologismi

Giorgia Meloni chiarisce le regole d’ingaggio

Riunioni a tappe serrate che i partecipanti, davvero tanti, sono tenuti a non saltare, oltre a lavorare sui rispettivi campi di applicazione per non sprecare neanche un euro, con un approccio di collaborazione e privo di filtri ideologici. Giorgia Meloni chiarisce le regole d’ingaggio per il prosieguo dell’attuazione del Pnrr nel corso della prima sessione della «cabina di regia» convocata dal suo esecutivo.

Un appuntamento destinato peraltro a farsi ricorrente, come tiene a sottolineare non senza osservare che così, in sostanza, intende marcare una discontinuità rispetto al recente passato: il precedente governo ha convocato la Cabina di regia solo due volte, noi intendiamo immaginare una convocazione cadenzata, avrebbe detto Meloni nel corso della riunione.

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La Cabina di regia sarà convocata sistematicamente

L’idea, a quanto filtra al termine della riunione parlando con chi vi ha partecipato, è di avere convocazioni quasi settimanali. Intanto è Palazzo Chigi a fare sapere che, quale luogo istituzionale dove monitorare lo stato di attuazione degli obiettivi del Pnrr e individuare puntualmente le soluzioni tecnico-politiche per superare le eventuali criticità in fase di attuazione, la Cabina – la cui guida va a Raffaele Fitto – sarà convocata sistematicamente, sia in sede plenaria sia settoriale, per affrontare le questioni connesse a specifici adempimenti e obiettivi.

E già per la prossima settimana si prevedono sedute ‘bilaterali’ con le singole amministrazioni, per monitorare lo stato di attuazione di tutti gli obiettivi ancora da raggiungere entro il 31 dicembre. In sostanza, avrebbe detto Meloni, il Pnrr rappresenta la principale sfida che il governo dovrà affrontare nei prossimi anni, ma, soprattutto, è un’occasione per l’Italia che non va sprecata: ogni euro va speso bene – ha ammonito il presidente del Consiglio – e deve essere utile per sostenere la crescita economica, lo sviluppo e l’ammodernamento del Paese.

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Le difficoltà del Pnrr

In termini di spesa, avrebbe osservato ancora Meloni, il Pnrr sconta alcune difficoltà: dalla Nadef di settembre, avrebbe aggiunto, si evince che il livello della spesa al 31 dicembre 2022 e’ di 21 miliardi di euro, a fronte di 33 miliardi di euro previsti dal Def di aprile. L’obiettivo del governo – avrebbe detto ancora il presidente del Consiglio – è assicurare la massima integrazione tra le diverse fonti di finanziamento aggiuntive, nell’ottica di una maggiore efficienza ed efficacia delle politiche di investimento.

E allora, nel giorno in cui è stata accreditata la seconda rata, di 21 miliardi di euro, legata al raggiungimento degli obiettivi conseguiti al 30 giugno 2022, Meloni avrebbe sottolineato che entro il 31 dicembre siamo chiamati a realizzare circa 55 obiettivi per poter richiedere alla Commissione Europea la terza rata. Insomma, c’è molto lavoro da fare e la ‘cabina di regia’ dovrà giocare un ruolo centrale. Serve – è stata la ‘consegna’ impartita ai presenti a Palazzo Chigi – il massimo impegno di tutti e la piu’ ampia collaborazione.

Chiedo a tutti di essere sempre presenti alle riunioni, avrebbe detto allora Giorgia Meloni ai suoi interlocutori, richiamandoli a lavorare a testa bassa su materie che vanno affrontate con approccio pragmatico e non ideologico. Ora comincia il lavoro più difficile. Occorre fare uno sforzo ulteriore, ed è importante che ognuno prenda il Pnrr come priorità. Un responsabilità precisa di ogni singolo ministro relativamente agli ambiti di competenza.

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