Serra artificiale di cannabis con elettricità rubata: due arresti

Sono state campionate 109 piante di marijuana

Hanno 47 e 49 anni i due uomini arrestati dai carabinieri della stazione di Qualiano. Dovranno rispondere di coltivazione detenzione di droga a fini di spaccio. Quando i militari hanno spalancato la porta di un deposito in Via Giovanni Bosco, i due stavano accudendo alcune piante in quella che è subito sembrata come una serra artificiale.

Illuminazione, ventilazione e irrigazione erano garantite da un sistema artigianale collegato abusivamente alla rete elettrica (rilevazione dei consumi falsata dell’88%), votato alla coltivazione di cannabis.

Pubblicità

Non un solo ambiente ma diversi locali nei quali crescevano rigogliosi fusti di marijuana. 109 quelle campionate, 4 e mezzo i chili di “erba” già essiccata e confezionata. Un laboratorio con tanto di materiale per il frazionamento delle dosi e un bilancino elettronico. I due sono finiti in manette e portati in carcere.

Federproprietà Napoli

Altri servizi

La Vespa compie ottant’anni: e non ha neanche il fiato corto…

Dall’intuizione di D’Ascanio a simbolo del Made in Italy Quando uscì, nell’aprile del 1946, in un’Italia distrutta dalla guerra, nessuno immaginava che la Vespa sarebbe...

Italia-Spagna, Roma non arretra sui confini e Sanchez passa alle ritorsioni

Meloni: «Non accettiamo ultimatum né imposizioni dall’estero» L’Italia non arretra sulla sicurezza dei confini e Sanchez passa alle ritorsioni. La Spagna introduce controlli sugli arrivi...

Ultime notizie

Banco del Mutuo Soccorso: la band che ha trasformato il prog in una lingua madre

La dimostrazione che la visione può trasformarsi in eredità Il Banco del Mutuo Soccorso nasce nel 1968 da un gesto impulsivo di Vittorio Nocenzi: per...

Campi Flegrei, il Consiglio regionale straordinario si terrà il 27 agosto

Il centrodestra soddisfatto a metà: «Hanno prevalso calcoli balneari» Maggioranza e opposizione convergono sulla necessità di portare l’emergenza Campi Flegrei in Consiglio regionale, ma non...

Attentato a Sigfrido Ranucci, Lavitola confessa: «L’ho fatto per il suo bene»

Cinque ore davanti al gip: «La bomba serviva ad alzare la scorta» Cinque ore di interrogatorio e una confessione che non chiude il caso, ma...