Accusato di aver dato alle fiamme un 36enne: l’indagato resterà in carcere

Il gip ha convalidato il fermo di Pasquale Pezzella

Resterà in carcere il 39enne Pasquale Pezzella, accusato di aver cosparso di liquido infiammabile e aver dato fuoco a Frattamaggiore (Napoli), giovedì 30 giugno, al 36enne Nicola Liguori, mentre era su una panchina intento ad effettuare una videochiamata con la fidanzata. Lo ha deciso il Gip del tribunale di Napoli Nord Daniele Grunieri, che ha convalidato il fermo disposto dalla Procura (sostituto Della Valle) e applicato misura cautelare; a Pezzella è contestato il tentato omicidio.

Oggi il 39enne, nel corso dell’udienza di convalida del fermo, ha respinto ogni accusa ammettendo di essere arrivato sul luogo del fatto poco dopo, quando Liguori non c’era più, e di aver spento le fiamme che ancora coinvolgevano la panchina. Il gip ha però dato peso agli elementi prodotti dalla Procura sulla base delle indagini della Polizia di Stato, tra cui le dichiarazioni accusatorie del fratello di Liguori, che per primo ha soccorso il 36enne raccogliendone le indicazioni circa il coinvolgimento di Pezzella.

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Anche la fidanzata di Liguori ha fornito una descrizione del responsabile, parlando di un uomo dalla carnagione chiara e senza barba, pizzetto o baffi, dettagli quest’ultimi posseduti invece da Pezzella.

Fernando Maria Pellino, difensore dell’indagato che aveva chiesto al Gip la scarcerazione di Pezzella per mancanza di gravi indizi di colpevolezza, ha preannunciato ricorso al Tribunale del Riesame. «Lo presenterò già domani mattina – dice il legale – perché ritengo che gli elementi di prova forniti, si tratta soprattutto di dichiarazioni de relato, non siano sufficienti per delineare la responsabilità di Pezzella, che peraltro è abbastanza sereno, perché convinto della propria innocenza»

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