Fratelli d’Italia: «La famiglia è il motore economico della nazione. Difenderla per ripartire»

Per il partito è necessario ricostruire il sistema delle “protezioni” sociali e sanitarie

Ricostruire il sistema delle “protezioni” sociali e sanitarie riportando al centro il ruolo della famiglia in contrasto alla denatalità. È il messaggio lanciato dai senatori di Fratelli d’Italia, Francesco Zaffini e Lucio Malan in apertura del tavolo “Famiglia cuore d’Italia” svoltosi nel corso della conferenza programmatica di Fratelli d’Italia a Milano.

«Se in piena emergenza covid non si sono visti interventi significativi nonostante le ingenti risorse approvate con lo scostamento di bilancio, allora come Fratelli d’Italia vigileremo affinché lo stesso non si ripeta con i fondi del Pnrr – hanno ammonito Zaffini e Malan -. Queste risorse sul piano sanitario rappresentano il 10 per cento del totale: mai tanto denaro è stato indirizzato al Sistema Sanitario Nazionale negli ultimi 40 anni».

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E sul fronte sanitario Marcella Marletta, docente Università Campus Bio-Medico Roma e già direttore generale Ministero Salute lancia l’allarme: «Per il nostro Paese la sanità è sempre stata un’eccellenza, esempio di efficienza ed efficacia: purtroppo i tagli dettati dalla crisi ne hanno sovvertito il concetto, trasformandola in un costo e non in un investimento. Non possiamo accettare una sanità di serie A e di serie B perché è servizio per tutti e pagato da tutti: un bene talmente prezioso che non può essere ostaggio di continui tagli al personale e di posti letto come si è fatto in questi anni».

Ma per Emanuele Boffi, direttore di Tempi «mai come adesso la famiglia è sotto attacco. Necessario ė recuperarne il senso, facendo attenzione a non chiudersi all’interno di schemi mentali predefiniti. La famiglia è il motore economico della nostra Nazione e non rappresenta un principio negoziabile proprio perché da la vita: alla politica spetta il compito di valorizzarne il bene che rappresenta».

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Famiglia sotto attacco anche per Jacopo Coghe, portavoce Pro Vita & Famiglia Onlus: «La denatalità non si combatte con l’ etno sostituzione priva d’identità. Non bastano i soli finanziamenti: le famiglie vanno accompagnate con una strategia pedagogica, che definisca nuove priorità, e garantendo la libertà educativa ai genitori. Sull’assegno unico bene che i professionisti siano stati inclusi anche se non si è tenuto conto delle famiglie numerose che ci andranno a perdere».

E proprio sulla denatalità Eugenia Roccella, presidente Associazione Progetto Culturale e Gabriella Gallani presidente Fincopp Lombardia denunciano: «Stiamo assistendo ad un’attacco alla maternità, dall’utero in affitto alla maternità surrogata, proprio perché rappresenta la nostra identità: è necessario guardare avanti per creare premialità ed incentivi alle famiglie e non divieti».

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