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Il comune sentire dei tre popoli “fratelli” Ucraini, Russi e BIelorussi diventati nemici

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La Bielorussia può essere a ragione considerata l’ultimo vero erede ed enclave culturale dell’Unione Sovietica

I profondi conoscitori dell’Ucraina che, per qualsiasi motivo, hanno attraversato il confine per recarsi in Russia o in Bielorussia, avranno sicuramente percepito una differenza sostanziale non tanto nel modus vivendi, quasi impercettibile nei villaggi a ridosso della frontiera, quanto nelle sensazioni o vibrazioni circostanti. Anche se tra la Russia e la Bielorussia esistono dei dovuti distinguo. Questa ultima, infatti, può essere a ragione considerata l’ultimo vero erede e enclave culturale dell’Unione Sovietica.

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La si potrebbe definire una «Micro Unione Sovietica» che, per pulizia e ordine, ricorda a tratti la Svizzera degli anni ottanta ma che è stata svuotata di colore e personalità. Altra cosa e molto più composita e interessante è la Russia. Tuttavia in entrambe si avverte nell’aria l’esistenza di un ferreo apparato sovrastrutturato che non lascia spazio a opinioni, fatti o azioni che possano in qualche modo confliggere con il sistema costituito. In Ucraina, invece, ci si sente ancora liberi di esprimere la propria opinione e di criticare aspramente e apertamente il sistema politico e anche il Presidente della Repubblica senza tema alcuno.

Il senso di leggerezza in Ucraina e Polonia

Per chi proviene da una democrazia occidentale in Ucraina, così come in Polonia, ci si sente uomini liberi, talvolta con meno vincoli e regole rispetto all’Unione Europea. Questo senso di leggerezza lo si avverte nell’atmosfera circostante e nei rapporti interpersonali. A questo proposito esiste una barzelletta molto appropriata che narra di un cane che attraversa i confini tra i tre stati poiché in Ucraina non riceveva le giuste attenzioni e il cibo necessario. Quando rientrò, dopo un certo lasso temporale, nella sua Ucraina, gli fu chiesto dalle rispettive guardie di frontiera la ragione del suo ripensamento. Allorché il cane rispose: «almeno a casa posso abbaiare liberamente».

Certamente in Russia esiste per il cittadino medio un’apparente libertà di movimento e un maggior raggio di azione rispetto alla Bielorussia, soprattutto se questi è allineato al pensiero corrente e condivide alcune delle idee che sostengono questa mastodontica entità statale. Il russo medio, fosse anche inconsciamente, tende a condividere l’idea di grandeur ipotetico o reale e il ruolo primario che la Russia deve o dovrebbe avere, per vocazione naturale, sulla scena politica internazionale. In questo ricorda la visione degli antichi romani che spesso combattevano per un’idea di una Roma caput mundi.

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La propaganda politica e informativa sostenuta ed amplificata

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Se su questo retroterra culturale si sovrappongono le mire espansionistiche, le manipolazioni storiche e storiografiche di chi è al potere unite a una propaganda politica e informativa sostenuta ed amplificata da alcune delle reti radio-televisive di stato, si comprende facilmente la mistificazione della realtà e l’invasione dell’Ucraina, considerata tradizionalmente il ‘fratello minore’ (storicamente, per chi non lo sapesse, sarebbe il contrario!).

Il confronto aperto con il cosiddetto uomo della strada russo e bielorusso confermano già da anni l’intenzione di voler punire ‘l’impudenza’ e, per alcuni, finanche ‘tradimento’ dell’Ucraina, intesa qui in senso lato, per aver osato sottrarsi alle precostituite sfere di influenza politico-culturali e linguistiche di impronta russa.

Quindi non deve destare meraviglia se una percentuale elevata di sostenitori dei due regimi autocratici legittimi l’invasione e la guerra ai danni dell’Ucraina, soprattutto se quest’ultima è stata rea di un avvicinamento culturale e strategico all’Unione Europea e, conseguentemente, avrebbe permesso, in un futuro dalle date ancora incerte, una eventuale adesione al Patto Atlantico.

D’altra parte, come sostengono i più alti rappresentanti dell’intellighenzia russa, tra cui numerosi accademici, se anche la Russia si sentisse accerchiata dalla Nato, una estensione territoriale come l’Ucraina, non modificherebbe di molto la situazione attuale poiché essa rappresenterebbe una minuscola porzione di territorio a confronto con la smisurata mole territoriale della Federazione Russa.

Quindi le cause di siffatto conflitto hanno motivi di altro ordine: storico e pseudo-storico, diversa interpretazione del diritto internazionale e dei trattati precedenti, mire espansionistiche atte a ripristinare le rispettive sfere di influenza e il fatto che l’Ucraina rappresenti i legami con le radici storiche della Russia stessa la cui stessa denominazione (toponimo) si rifà all’antico principato di Kyiv o Rus’.

Salvatore Del Gaudio
Professore presso l’Università di Kyiv B. Grinchenko
Studioso ucrainista (slavista)

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