Napoli, il Patto aumenterà le tasse: previsto l’incremento dell’Irpef dal 2023

Accanto all’incremento dell’Irpef ci sarà l’istituzione dalla tassa di imbarco

Incremento dello 0,1 per cento di addizionale lrpef dal 2023 e di un ulteriore 0,1 per cento dal 2024 e contemporaneamente innalzamento dell’esenzione per cittadini con reddito fino a 12mila euro lordi. È una delle misure previste dal Comune di Napoli e inserite nel piano del Patto per Napoli, accordo che sarà siglato con il presidente del Consiglio Draghi nelle prossime settimane per poter accedere al sostegno dello Stato per i Comuni capoluogo delle città metropolitana in gravi difficoltà economiche e finanziarie come previsto dalla Legge di Bilancio.

Nell’accordo si prevede inoltre di affidare il recupero della riscossione ad una società specializzata. Una procedura – ha sottolineato l’assessore al Bilancio, Pierpaolo Baretta, in commissione Bilancio – per cui «tra bando, assegnazione, avvio, conoscenza del territorio, non e prevedibile ottenere risultati tangibili prima del 2026, ma, a partire da quell’anno, prevediamo un incremento complessivo di 228 milioni. Si tratta di una previsione molto parziale perché basata solo sull’lmu e non ancora dotata di un piano di allargamento della platea che definiremo con il nuovo gestore della riscossione, una volta aggiudicata la gara». Accanto all’incremento dell’Irpef, il recupero passa anche dalla consegna anticipata dei ruoli ad Equitalia e dalla tassa di imbarco.

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Baretta: «Il Consiglio comunale potrà dopo l’emergenza modificare qualsiasi voce»

Complessivamente l’amministrazione comunale «allo stato attuale delle previsioni» prevede che la riscossione porti alle casse comunali 730.397.873,38 euro. «Il Consiglio comunale potrà dopo l’emergenza – sottolinea Baretta – modificare qualsiasi voce: quindi anche ridurre o togliere le addizionali. È una prerogativa che abbiamo voluto, ma per ora constatiamo che l’insieme di queste voci consentono un intervento di riduzione del disavanzo che produce effetti salutari nel bilancio».

Per quanto riguarda la voce Patrimonio, Baretta ha spiegato che «prosegue la collaborazione con lnvimit per la formazione del fondo Napoli e i primi risultati finanziari si vedono già quest’anno con la vendita della rete del gas e proseguono negli anni successivi con valorizzazione e alienazione di immobili e riduzione dei fitti passivi per un valore complessivo che stimiamo in 73 milioni, valutazioni molto prudenziali».

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Ancora da stimare le voci relative alla riduzione delle spese, alla riorganizzazione dei servizi, mentre il Comune ha calcolato di incrementare di circa 100 milioni gli investimenti oltre quanto si avrà dai fondi del Pnrr. Sul fronte della partecipate, l’amministrazione si è impegnata a presentare un piano entro settembre e sta valutando la possibilità di affidare a società esperte la realizzazione di una due diligence.

Il capitolo creditori

Per quanto riguarda il capitolo creditori, Baretta ha affermato che il Comune «ha chiesto e ottenuto che si presenti alla Camera un emendamento al Milleproroghe che tolga dalla transazione tutte le fatture emesse nel 2021 e dalle verifiche in corso il gran numero dei debiti è proprio concentrati nel 2021». Baretta nell’illustrare il piano del Comune lo ha definito «ambizioso. Dovremo costantemente monitorarlo e incrementarlo in tutte le voci che ci consentono di migliorare il nostro bilancio anche perché tutte le entrate che superano il quarto sono da noi utilizzabili per politiche di bilancio».

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