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L’ennesimo flop di De Luca: card vaccinali abbandonate. Sprecati oltre 3 milioni

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La gestione della pandemia si è rivelata un completo fallimento

La gestione dell’emergenza pandemica in Campania è stata un completo fallimento. A due anni dall’inizio della circolazione del virus, l’operato del governatore Vincenzo De Luca ha subito battute d’arresto sotto ogni aspetto e la sua «narrazione» è stata completamente smentita. A dare il tocco finale, le Asl che hanno smesso di distribuire le card vaccinali tanto volute e tanto pagate dalla Regione a inizio 2021.

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Per De Luca rappresentava «una bella novità tutta campana». Manco fosse una lotteria, un premio in denaro da elargire al miglior contribuente o al cittadino meritevole. In realtà era solo una tessera che testimoniava l’avvenuta vaccinazione che doveva aiutare a distinguere e mettere nell’angolo i «no vax». Sì perché De Luca è stato tra i primi a emarginare coloro che non volevano vaccinarsi. Inoltre avrebbe dovuto aiutare il comparto turistico a ripartire.

Schifone a gennaio 2021: «Non servono a niente»

«Delle due l’una – spiegò a gennaio 2021 Luciano Schifone, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia già europarlamentare, e assessore regionale – o non serve a niente perché nessuno ne riconosce una valenza di effetti, e dunque resta la solita sparata mediatica, oppure può determinare, al contrario, un’attribuzione arbitraria di requisito fondante di un diritto a una fruizione di servizi o prestazioni altrimenti negati». A oggi diremmo che la prima opzione sia quella più valida.

Card vaccinali sconfitte dal green pass

Sì perché le card vaccinali sono state sorpassate dal green pass per alcuni semplici motivi. Il primo perché è stato emesso dall’Unione europea e adottato dal Governo italiano, circostanza che gli attribuisce una valenza giuridica. Per il settore turistico, inoltre, com’era naturale è stato utilizzato lo strumento adottato dall’Unione Europea che è valido in tutta Ue e più facilmente gestibile. La tessera voluta da Palazzo Santa Lucia praticamente non l’ha mai vista nessuno.

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E forse è un bene visto che il 26 maggio scorso il garante della privacy la bocciò senza mezzi termini perché l’iniziativa era «priva di una idonea base giuridica» e violava «la normativa sulla privacy». Da non trascurare la circostanza che il certificato verde covid-19 arriva via mail e il cittadino può scaricare comodamente da casa ogni qual volta ci fosse un aggiornamento. La tessera campana, invece, deve essere distribuita dalle Asl con tutte le difficoltà del caso. Ma fare quest’operazione diventa impossibile per le Aziende sanitarie visto la già cronica carenza di personale e di mezzi.

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Le tessere abbandonate nei sottoscala

Risultato? La Regione Campania su quel progetto ci ha speso ben 3.045.010 euro per farle stampare alla Ermes Spa, unica azienda che rispose all’appello. Soldi completamente sprecati. Perché la maggior parte di quelle tessere giacciono nei sottoscala degli ospedali e degli uffici delle Asl e non saranno mai distribuite. Chi rimborserà la Regione di quei soldi buttati? Nessuno, come al solito la propaganda la pagheranno i cittadini campani.

I trasporti, la sanità e la bocciatura del Tar

Ma questo non è stato l’unico fallimento della gestione pandemica. Il sistema sanitario campano sembra sempre più in difficoltà e non per la pressione dei malati di Covid-19. La realtà è che in due anni non è stato fatto a sufficienza per rinforzarlo. Il personale sanitario è ancora carente e le strutture insufficienti. Un combinato disposto che ha portato le Aziende sanitarie a chiudere diversi presidi ospedalieri. Bisognava fare di più.

Il sistema dei trasporti, per quanto possibile, sembra ancora più deficitario con l’Eav che arranca sempre di più. Anche qui mancano il personale (nonostante l’infornata e le assunzioni) e i treni. La Circumvesuviana viaggia ancora con treni di 50 anni fa nonostante l’annuncio, ripetuto più volte dal magnifico duo De Luca-De Gregorio, del prossimo acquisto di nuovi convogli. Ma ancora oggi non risultano aziende che abbiano iniziato a costruirli.

Tutto ciò ha portato il Tar della Campania alla definitiva bocciatura del piano pandemico per la scuola del governatore. Dopo l’ultima ordinanza con cui Palazzo Santa Lucia rimandava l’apertura della scuola, il Tribunale amministrativo è intervenuto annullando il provvedimento e rimarcando tutti gli errori del presidente sulla sanità e sui trasporti. Mancanze che, si legge nella sentenza, non possono ricadere sulla scuola appesantendo ancora di più il futuro dei nostri ragazzi.

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