Energia, l’allarme del Copasir: prezzi delle materie prime non torneranno a livelli pre-pandemia

Urso e Dieni ribadiscono «l’esigenza di un rafforzamento della cosiddetta intelligence economica a sostegno di un settore così decisivo»

«Lo scenario attuale di incremento dei prezzi, in particolare del gas, che si è registrato negli ultimi mesi, verosimilmente rischia di contrassegnare anche il 2022. A tal proposito, nell’ambito delle audizioni svolte il Comitato ha acquisito da più parti l’indicazione che i prezzi delle materie prime energetiche, seppur destinati a diminuire con l’arrivo della primavera 2022, non torneranno a livelli pre-pandemia».

Lo dichiarano il senatore Adolfo Urso, presidente del Copasir, e il relatore Federica Dieni, vicepresidente, informando che il Comitato ha approvato la Relazione sulla sicurezza energetica nella fase di transizione ecologica. «Di ciò – sottolineano Urso e Dieni – andrà tenuto conto per valutare l’opportunità di ulteriori interventi atti a compensare in maniera più strutturata il prezzo della bolletta energetica destinato a mantenersi elevato a lungo».

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La Relazione, sottolineano Urso e Dieni, è stata approvata «al termine di una indagine conoscitiva attivata in settembre, prima che si evidenziasse l’emergenza energetica, e che si aggiunge a quelle già precedentemente approvate da questo Comitato, sulla protezione cibernetica e la sicurezza informatica o sugli asset strategici nazionali nei settori bancario e assicurativo, a conferma della costante attenzione per i temi economici e produttivi del Paese».

«La relazione sulla sicurezza energetica, in particolare – proseguono – giunge al termine di un ciclo di audizioni che hanno visto susseguirsi soggetti istituzionali e rappresentanti delle maggiori agenzie e aziende di settore, nel corso delle quali ognuno ha tracciato un quadro della questione informando il Copasir circa le prospettive per il futuro e le varie criticità da prendere in considerazione nell’ottica della tutela della sicurezza nazionale. Tutto ciò ha così consentito al Comitato di elaborare delle proprie conclusioni».

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«La scelta di procedere a una relazione riguardante la sicurezza energetica – rilevano i due esponenti del Comitato – è nata dalla considerazione che il tema energetico è centrale nel panorama attuale non solo ‘tecnico’ ma anche politico, geopolitico, di cronaca e istituzionale. In particolare, il settore energetico è oggi esposto a minacce che destano profonda preoccupazione, e lo stesso presenta un livello intrinseco di vulnerabilità a causa della dispersione delle fonti di produzione, ai costi complessivi da sostenere, alle carenze negli investimenti che sarebbe necessario promuovere».

«La sicurezza energetica – rimarcano – rappresenta un tassello cruciale da presidiare all’interno di una complessiva strategia di difesa dell’interesse nazionale che, in questo come in altri settori di rilievo per il sistema economico-industriale del Paese, andrebbe costruita e sviluppata».

In questa prospettiva Urso e Dieni ribadiscono «l’esigenza di un rafforzamento della cosiddetta intelligence economica a sostegno di un settore così decisivo, mediante un approccio non solo più difensivo e protettivo, ma anche proattivo e propositivo. Si determinerebbe in questo modo un grado di autonomia maggiore del nostro sistema, non più esposto alla dipendenza da altri Stati e si accrescerebbe la sua sicurezza, resistenza e stabilità rispetto alle oscillazioni, spesso repentine, degli scenari geopolitici».

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