Seimila persone per un rave party a Torino. Fratelli d’Italia e Lega puntano il dito contro la Lamorgese

Dopo Viterbo, un nuovo maxi assembramento scuote l’Italia. Il presidente della Regione Cirio: «Un rischio enorme di contagio»

Dopo il rave party di agosto a Viterbo, ancora un maxi assembramento torna a far discutere. Circa 6 mila persone, alcune provenienti da altre regioni d’Italia e dalla Francia, hanno partecipato a un rave party in un’area industriale tra Nichelino e Beinasco, alle porte di Torino, in passato sede di uno stabilimento Fiat. L’evento è stato organizzato su una chat Instagram e in pochi giorni le adesioni si sono moltiplicate. Alle 21.30 di sabato ai carabinieri è giunta la segnalazione del maxi assembramento, con centinaia di auto che hanno bloccato la circolazione.

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Sul posto è giunta anche la polizia, con i partecipanti che hanno cercato di forzare con i propri mezzi gli sbarramenti delle forze dell’ordine lanciando sassi, bottiglie e artifizi esplodenti verso gli agenti, due dei quali sono rimasti feriti. Entrambi sono poliziotti in servizio al Reparto mobile di Torino, che hanno riportato contusioni. A quel punto le forze dell’ordine hanno sbarrato gli accessi, identificando i presenti e sanzionando i proprietari dei veicoli parcheggiati in violazione del Codice della strada.

Intanto in prefettura a Torino è stata organizzata una riunione urgente, alla quale hanno partecipato, fra gli altri, il questore di Torino, Vincenzo Ciarambino, il comandante provinciale dei carabinieri Claudio Lunardo, il comandante provinciale dei vigili del fuoco Agatino Carrolo e il sindaco di Nichelino Giampiero Tolardo. Dall’incontro è emersa la volontà di non sgomberare il sito – così da evitare disordini – ma continuare a monitorare la situazione. Istituito un punto di soccorso della Croce Rossa sulla strada che conduce alla vicina Palazzina di caccia di Stupinigi, con alcuni partecipanti che sono stati accompagnati in ospedale.

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Rave party a Torino, le reazioni della politica

Duri i commenti da Fratelli d’Italia e Lega, con Giorgia Meloni e Matteo Salvini che hanno puntato il dito contro la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, accusata dai due leader del centrodestra di «non essere in grado di garantire l’ordine pubblico».

«In migliaia, raggruppati con appelli online, hanno organizzato l’ennesimo maxi rave illegale» ha affermato Giorgia Meloni. «Ormai questa gente ha capito che – con un ministro dell’Interno come il nostro – tutto è consentito in Italia. Pugno duro con i lavoratori in piazza, carta bianca per facinorosi o chiunque voglia organizzare mega party illegali: questo è il modello Lamorgese».

«Altro Rave Party abusivo, altra violenza e poliziotti feriti. Il ministro Lamorgese venga subito a riferire in Parlamento, se non è in grado di garantire l’ordine pubblico e il rispetto delle regole lasci il posto ad altri» ha detto il leader della Lega Matteo Salvini.

«Un rave party clandestino rappresenta un rischio enorme di contagio. Questo non è divertirsi, significa non avere rispetto delle regole e del sacrificio che tutti stiamo facendo per superare la pandemia. Ringrazio le Forze dell’ordine ed esprimo loro la nostra piena solidarietà» ha dichiarato Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte.

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